«Sono i giudici a doversi dimettere». L’ennesimo attacco alla magistratura italiana non è arrivato da Silvio Berlusconi, ormai fin troppo abituato ad uscite di questo genere, ma da Luigi De Magistris, ex PM e sindaco di Napoli.

Dopo essere stato condannato per abuso d’ufficio nel caso Why not, il primo cittadino partenopeo si è lasciato andare ad un lungo sfogo, ritenendo la condanna ingiusta, definendo lo Stato “corrotto” e rifiutando categoricamente l’ipotesi di possibili dimissioni da sindaco, nonostante tale suggerimento sia arrivato da esponenti politici di spicco, Piero Grasso in primis.

Difatti, sulla testa di De Magistris, comincia a pendere la famigerata legge Severino, già applicata, come ha eloquentemente spiegato il presidente del Senato, «ad altri sindaci. Penso sia inevitabile che venga applicata anche per De Magistris.»

Tuttavia, Grasso, durante l’inaugurazione della Fondazione Quartieri Spagnoli, ha spezzato una lancia a favore del sindaco di Napoli, confidando nel buonsenso di Luigi De Magistris, il quale, a sua detta, «valuterà al meglio la situazione. Sa benissimo che se non lo dovesse fare ci sarebbe comunque un provvedimento da parte del prefetto non appena si renderà esecutiva oppure si depositerà la motivazione

Forti critiche invece giungono dall’ANM, ovvero dall’Associazione Nazionale Magistrati, che ha giudicato le parole di De Magistris come “gravi ed offensive”, aggiungendo, poi, che “le espressioni usate vanno ben oltre i limiti di una legittima critica a una sentenza, perché esprimono disprezzo verso la giurisdizione. Le parole di De Magistris sono tanto più inaccettabili poiché provenienti da un uomo delle istituzioni”.

Inevitabile la replica del sindaco: “Non ho fatto dichiarazioni nei confronti della magistratura ma nei confronti della sentenza che ho diritto di giudicare inaccettabile, grave, intrisa di violazioni di legge e vergognosa. L’Anm ha diritto di censurarmi, ma tra i magistrati ci sono anche fior di delinquenti che non applicano la legge nel rispetto della Costituzione”. Parole dure e forti, quindi, che De Magistris amplifica affermando che “le dimissioni non ci saranno perché io resisterò. Continueremo a difendere questa esperienza che dà fastidio a molti”.

Le dichiarazioni arrivano nonostante la chiara giurisdizione in merito, con la citata Legge Severino, già applicata in altri casi e che senza dubbio sarà applicata al caso De Magistris. Nonostante le critiche ricevute, però, De Magistris vuole andare avanti, indipendentemente da tutto e da tutti. Si attende, quindi, l’intervento del prefetto nel caso in cui non arrivino le dimissioni spontanee del sindaco per applicare la Legge Severino.

Maria Stella Rossi