Sembra passata una stagione intera da quel maledetto 15 di Luglio, quando il tecnico della Juventus 3 volte Campione d’Italia, Antonio Conte, si dimise, lasciando le redini della squadra a Massimiliano Max Allegri, ex tecnico del Milan. Il commento a caldo di Gianluigi Gigi Buffon (classe ’78, portiere della Juventus e della Nazionale) fu:Un fulmine a ciel sereno.

Non discuteremo delle motivazioni che portarono Antonio Conte, tra l’altro diventato allenatore della Nazionale italiana, a lasciare senza preavviso la guida del suo club; sì, perché i giocatori (e gli allenatori) vanno e vengono, le società restano. Naturalmente non fu questo il pensiero di tutti i milioni di tifosi che la Juve ha nel mondo: la reazione iniziale, superato lo shock, fu di ira, ira che andò a colpire anche il nuovo tecnico Allegri, a causa del suo recente passato rossonero.

Ma come stanno ora le cose? I numeri come sempre la fanno da padrone: in 4 partite giocate dall’inizio della stagione dalla Juventus (5 se si include quella di UEFA Champions League contro gli svedesi del Malmö Fotbollförening, Malmö FF) la squadra di Max Allegri ha segnato 7 goal (9 con quelli europei) riuscendo a mantenere la propria porta inviolata in ogni partita. La squadra bianconera ha mantenuto lo stesso ritmo e la stessa propensione alla vittoria che aveva quando a guidarla c’era Antonio Conte (forse sta riuscendo a fare ancora meglio) e questo è un segnale forte perché in molti avevano espresso scetticismo (per usare un eufemismo) riguardo le effettive possibilità della Juventus senza il suo condottiero Conte.

Massimiliano Allegri ha dimostrato di non essere uno sprovveduto e che quello scudetto guadagnato al Milan non fu un caso: ha lavorato e lavora con serenità, consapevole dei propri mezzi e di quelli dei suoi giocatori. I nuovi acquisti (Pereyra, Coman, Morata, Evra, Romulo, ecc.) e la vecchia guardia (Tevez, Llorente, Pogba, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah, tra gli altri) traghettano la squadra grazie alle sapienti disposizioni dell’allenatore, che pian piano si libera dell’ombra di Antonio Conte, colui che ha sancito la rinascita bianconera dopo la retrocessione e i due settimi posti consecutivi.

Il gioco di Allegri si articola in questo modo: la difesa continua il giro palla e i centrocampisti sono più riflessivi negli inserimenti. Le verticalizzazioni sono meno frequenti, la palla è giocata a terra, confidando nella grande qualità del centrocampo che ancora attende il rientro di Andrea Pirlo (classe ’79). Il pressing e l’aggressività sono tratti distintivi della squadra di Allegri, come dimostra il 3-0 in casa contro il neopromosso Cesena: durante tutti i 90’ i bianconeri non  hanno dato tregua all’avversario, dimostrando di non sottovalutare nessuna squadra. Raccogliere l’eredità di Antonio Conte non è stato facile per Max Allegri, ma per ora il tecnico livornese ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per guidare la Juventus al successo e anzi, in tal senso è riuscito a convincere in Europa, in Champions, più di Conte, il cui tallone d’Achille erano proprio le competizioni europee. In attesa del big match contro la Roma di Rudi Garcia, Allegri e la sua Juventus possono dirsi sicuri di avere ciò che serve per puntare veramente in alto.

 Luigi Santoro