Al consiglio comunale del 27 Settembre a Sant’Antimo si è tornato a parlare del sito di smaltimento rifiuti sito in via Mercalli. Sulla questione sia il consigliere Giuseppe Italia che il consigliere Antimo Pedata hanno presentato un’interrogazione.  Le interrogazioni chiedevano risposte sull’avanzamento dei lavori di bonifica del sito in via Mercalli; un nuovo ricalcolo del tonnellaggio di rifiuti presenti nel sito; si chiedeva di identificare i responsabili di tale errori; il danno economico per l’ente; e il tempo necessario per terminare i lavori di bonifica.

Alle domande incalzanti dei consiglieri risponde il Sindaco Francesco Piemonte in persona. Il sindaco, leggendo uno stralcio di contratto stipulato con la vincitrice dell’appalto, il consorzio CITE, spiega che non vi è alcun danno economico per l’ente. Secondo il contratto, spiega il sindaco, l’azienda era tenuta ad effettuare un controllo del sottosuolo per verificare il tonnellaggio da smaltire, controllo non effettuato basandosi sui dati del comune. “Nel contratto – spiega il sindaco – c’è una clausola che evita all’ente l’esborso di ulteriore denaro per via del concordato precedente“. Questa clausola del contratto dovrebbe salvare i cittadini dall’ulteriore esborso di denaro pubblico, che è di parecchie centinaia di migliaia di euro. Il comune, come assicura il sindaco, sta avviando una attività di indagine per definire l’entità e la responsabilità dell’errore, e ha minacciato pubblicamente il consorzio di proseguire per vie legali se non vi è il completamento dei lavori come stabilito dal contratto.

Durante il discorso il sindaco ha parlato anche di una possibile vertenza bonaria tra il consorzio e l’ente per evitare di affrontare un lungo processo sulla responsabilità delle oltre 4.000 tonnellate di rifiuti extra ritrovati nel sito. Riguardo la vertenza bonaria interviene ancora il consigliere Italia, mostrando la sua preoccupazione per la possibilità di dover effettuare un versamento alla ditta che potrebbe costare tantissimo alle casse comunali. Preoccupato anche il consigliere della lista civica Insieme Nello Cappuccio, che chiede delucidazioni sul metodo di pagamento dell’azienda: se il metodo è forfettario, come spiega il consigliere, l’azienda non può richiedere un ulteriore pagamento per i rifiuti extra; se a corpo, cioè in base al tonnellaggio da smaltire, risulta difficile, secondo Cappuccio, riuscire a capire come possa essere esclusivamente a carico della ditta lo smaltimento dei rifiuti.

Il Sindaco risponde spiegando che l’accordo è con pagamento a tonnellaggio, ma con una clausola che non permette al comune di avere un ulteriore costo nello smaltimento rifiuti. Rassicura, poi, il consigliere Italia spiegando che la possibilità di accordo bonario è ancora lontana, anche se preso in considerazione da parte dell’avvocatura dell’ente.

Il consiglio termina in anticipo, poi, visto che non sono stati prodotti atti per l’approvazione del bilancio preventivo dell’ente per il 2014. Prima di terminare, però, i consiglieri di opposizione Italia (Agorà) e Pappadia (PD) presentano una nota congiunta dove illustrano il loro malcontento per l’assenza di un bilancio preventivo alla fine del mese di settembre. “Il bilancio preventivo – spiega Pappadia – è il massimo documento politico per un ente comunale, ma siamo ormai a settembre e nessun atto è stato prodotto“.

Dopo il consiglio comunale, il Sindaco ha dichiarato che “l’errore di calcolo nel tonnellaggio di rifiuti è dovuto ad una struttura a strati, dove si alternano rifiuti e terreno, falsificando le stime di tonnellaggio”. Il sindaco ha spiegato che, nonostante dovessero esserci solo rifiuti solidi urbani, nel sito sono stati trovati anche parecchie tonnellate di rifiuti edili, che hanno falsificato le stime inducendo i tecnici all’errore.

Francesco Di Matteo