La storia della scienza è ricca di discussioni e diatribe, sviluppatesi nel corso degli anni intorno agli argomenti piùdisparati e attraverso il coinvolgimento di menti più o meno brillanti.
Molte delle più grandi intuizioni dell’uomo sono state osteggiate al momento della loro presentazione alla comunità scientifica, come spesso accade quando un’idea può portare all’abbattimento di teorie ritenute valide per secoli.

E’ nota a tutti la storia del processo cui fu sottoposto Galileo Galilei; è meno nota invece l’accoglienza “fredda” riservata da parte della comunità scientifica alle teorie presentate da Bohr agli inizi del Novecento, riguardanti lo spettro dell’atomo di idrogeno.
Le tesi dello studioso danese, allora prive di una solida base fisica, furono pesantemente criticate, tanto che un collega di Bohr ebbe a dire “Se quel nonsenso che Bohr ha appena pubblicato è corretto, allora rinuncerò a fare il fisico”.

Eppure, proprio dalle quelle teorie tanto bistrattate, si sarebbe aperto un varco verso la fisica moderna.
E’ interessante notare che le idee più interessanti spesso vengono ritenute assurde perché la comunità rimane legata a ciò che sembra inconfutabilmente vero (chi di noi penserebbe che la Terra gira intorno al Sole attraverso la semplice osservazione dei cambiamenti di posizione dello stesso Sole nei nostri cieli?) o perché gli stessi uomini di scienza non sono pronti a rimuovere le convinzioni che hanno avuto per anni (come il fisico sopracitato).

Altre volte, però, le teorie avanzano anche attraverso un continuo confronto (a volte anche scontro, a dirla tutta) tra diverse correnti di pensiero.
E’ il caso, ad esempio, delle teorie di Augustin Fresnel, oggi poste alla base degli studi sulla diffrazione della luce.

A dirla tutta, Fresnel non nasce come uomo di scienza ma, portando avanti la professione di ingegnere, aveva sviluppato il suo interesse per l’ottica solo nel tempo libero, almeno inizialmente.

Dopo aver lasciato la sua occupazione, a partire dal 1815, aveva anche iniziato una relazione epistolare con Arago, personaggio di primo piano nell’ambiente scientifico parigino; lo stesso Arago aveva consigliato diversi testi a Fresnel per permettergli di ampliare le sue conoscenze.
L’ingegnere però potè usufruire solo di alcuni di questi testi, data la sua scarsa dimestichezza con la lingua latina; questo penalizzò inizialmente il lavoro di Fresnel, ma forse lo portò a dare maggiore importanza a esperimenti e misure.

Con un lavoro tanto duro quanto preciso, Fresnel mise le basi della sua teoria sui fenomeni diffrattivi, allora messi in secondo piano dai fisici; questi infatti, data la loro fede nelle parole di Newton che aveva descritto la luce come un elemento corpuscolare, davano scarsa importanza agli studi tesi a dimostrare la natura ondulatoria della luce, che pure si andavano moltiplicando in quel periodo.

Così, quando Fresnel partecipò ad un concorso sui fenomeni diffrattivi indetto dall’Accademia delle Scienze, nessun newtoniano si presentò e il premio nelle sue mani, sebbene la commissione giudicatrice, composta prevalentemente da newtoniani oltre che dal suo amico Arago, rimase sulle sue opinioni.

Tra i protagonisti di questa sconfitta dei newtoniani non si può non citare un dei membri della commissione, Siméon Poisson.
Poisson, convinto sostenitore della teoria corpuscolare, fu anche l’oppositore più convinto di Fresnel, specialmente nel periodo che va dall’Aprile 1818, quando Fresnel inviò all’Accademia il materiale per partecipare al Concorso, al 1819, quando si tenne la seduta pubblica che incoronò l’ingegnere.

punto poisson-arago
Una riproduzione del punto di Poisson

Nello specifico, Poisson, studiando le carte di Fresnel, aveva notato che queste portavano ad un risultato piuttosto singolare.
Seguendo le formule di Fresnel, se un fascio di luce investe una figura circolare (un disco, ad esempio), su uno schermo posto alle spalle del disco dovrebbe comparire (come ovvio) una figura scura circolare, al centro della quale però, nel punto di congiunzione tra sorgente di luce e centro dello schermo, comparirebbe un punto di luce.

Convinto di aver trovato un appiglio tramite cui smontare le tesi di Fresnel, Poisson rese pubbliche le sue argomentazioni.
Queste però vennero smentite poco tempo dopo da Arago, che dimostrò sperimentalmente l’esistenza del punto di luce (riportato nell’immagine) di cui abbiamo appena parlato, dando ulteriore forza alla teoria ondulatoria.
Per ironia della sorte, al giorno d’oggi quel piccolo punto di luce, che segnò la vittoria di Fresnel su Poisson, è noto per l’appunto come “Punto di Poisson”.

Alessandro Mercuri