Berlusconi torna a farsi sentire. Tornato in auge, decide di muovere anche lui una critica al premier Renzi, definendolo, come hanno fatto in molti fino ad ora, affetto da “annuncite”.

«Renzi è bravo combattivo e ha una caratteristica che a me manca, la cattiveria. Secondo me è molto bravo ad annunciare, ma non farà molto: i 30 giorni iniziali sono diventati cento e poi mille… Farà la conoscenza della macchina politico-burocratica che in Italia non permette di governare.» Insomma, ecco arrivare da uno dei partner politici principali del governo un buffetto quasi affettuoso. Sembra quasi che Berlusconi voglia disincantare l’opinione pubblica e mettere in guardia il giovane premier, ma in realtà non ha fatto sconti a nessuno.

«A sinistra si sono accorti che Renzi non è dentro: D’Alema ad esempio voleva una funzione per chiudere la sua carriera che Renzi non gli ha dato. Vedo il futuro della sinistra divisa in due parti, quella ideologica che non si è mai posta in condizione di critica e una metà socialdemocratica con Renzi. Succederà come successe in Inghilterra con la nascita dal partito laburista, e questa sarà una lista con cui potremo lavorare.»

Ecco, dunque, la visione “ottimistica” di Berlusconi: una sinistra spaccata e litigiosa, con due fazioni a confrontarsi e a contendersi il potere e la possibilità di poter stringere un’alleanza solo con quella capitanata da Matteo Renzi, più moderata e più vicina, forse, alle sue ideologie. «Non dobbiamo avere timore dei nuovi amici che si uniscono a noi, dobbiamo augurarci che tanti altri vengano e dobbiamo tenere le porte stra-aperte, abbiamo bisogno dei moderati che sono la maggioranza del paese e che non hanno votato.»

Intervenendo telefonicamente al meeting Ppe di Perugia, il leader di Forza Italia ha comunque tenuto a chiarire che il partito, oltre ad essere solido e pronto a ripartire, si presterà comunque come opposizione al governo negli ambiti dell’economia e della politica estera, in barba al celebre patto del Nazareno e a chi puntava il dito contro il feeling instauratosi tra Berlusconi e Renzi.

L’unico punto su cui l’ex Cavaliere è deciso a negoziare è l’articolo 18. «Come potremmo essere incoerenti? Se la sinistra sta facendo il contrario di quanto fatto in passato come possiamo dire di no a quelle riforme che noi volevamo? Saremmo persone scorrette. Noi inizialmente diciamo sì, ci guardiamo dentro e se le riforme non sono fatte nel modo giusto diremo no.»

Maria Stella Rossi