Cari lettori, buona domenica e bentornati al brainch.

Avevo già deciso da tempo quale sarebbe stato l’argomento delle mie riflessioni, in coda a sproloqui meschini e vituperi, un’eco che risale dalle profondità delle caverne da cui proveniamo, come un rigurgito di grettezza primordiale.

Ho deciso di ammettere la mia colpevolezza, di confessarlo attraverso le righe della mia rubrica settimanale, di espormi al pubblico ludibrio: uno schifoso clandestino, ecco cosa sono. E non fatemi la cortesia di confondermi coi migranti che attraversano gli oceani, perché non lo meriterei.

Sono certo che, almeno una volta o due, abbiate sentito anche voi la storiella sugli extracomunitari. Narra infatti la leggenda, di come questi usurpatori fuggano dai loro paradisi terrestri per sottrarre impunemente risorse a quei poveri disgraziati degli italiani, costretti a pagargli di tasca propria vitto, alloggio, ricariche telefoniche, trasporti pubblici gratuiti e – udite udite! – 45 euro al giorno. Vale a dire, quasi la paga media di un operaio; il tutto, naturalmente, trascorrendo il proprio tempo a bighellonare all’ingresso dei bar, a grattarsi le natiche agli incroci delle strade o magari, per scacciar via la noia, ad eseguire scippi e rapine con prode destrezza, ad accoltellare innocenti giovani nel fiore degli anni o a stuprare le fanciulle nel cuore della notte.

Un racconto davvero commovente, da far contrire il petto e sbocciare un limpido sentimento di patria indignazione: come possiamo permettere che tali sciagurati distruggano a poco a poco il nostro ameno italico stivale, mentre in Parlamento, nelle direzioni delle banche, nelle sale dei mercati azionari e nei covi della criminalità organizzata c’è gente che sacrifica la propria vita prodigandosi per il bene del Paese?

Stavo per stillare anch’io qualche lacrima di stolido cordoglio, salvo poi ricordarmi della facoltà, concessa a noi umani dal destino, di ragionare criticamente. E allora sono andato a curiosare in giro per informarmi meglio. Ed ho scoperto che, stando al Ministero dell’Interno, esistono tre tipi di strutture predisposte al “soggiorno turistico” di questi scrocconi transcontinentali: i Centri di Accoglienza (CDA), i Centri di Accoglienza per i Richiedenti Asilo (CARA), e i Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE). Purtroppo, tali strutture risultano non solo confuse fra di loro nelle funzioni da svolgere, ma anche del tutto insufficienti a sostenere il flusso migratorio, tanto che circa 1 persona su 3 non riesce ad essere ospitata durante l’espletamento delle procedure. Che dire, il turismo in Italia va sempre forte, e le richieste sono numerose.

BrainchSempre secondo quanto specificato dalle fonti ministeriali, i diritti garantiti ai migranti si limitano a vitto e alloggio nelle strutture di accoglienza, più assistenza medico/sanitaria e psicologica per superare il disagio del viaggio. Problemi di jet-lag, ho pensato, ma intanto di ricariche telefoniche, autobus e 45 euro nemmeno l’ombra. Troppo scomodo per l’opinione pubblica, mi sono detto, di sicuro le manovre finanziarie lacrime e sangue degli ultimi anni sono servite a reperire i fondi per questi mangiapane a tradimento, e renderlo noto al pubblico avrebbe causato una sommossa.

Così, sono andato ancora più a fondo. Ed ho scoperto che tutte le strutture di accoglienza sono distanti kilometri e kilometri da qualsiasi centro urbano: a quanto pare, nessuno vuole avere a che fare con degli sporchi negri a pochi passi dal divano di casa propria. Questo rende impossibile usufruire dei trasporti pubblici, a meno di camminare per decine di ore prima di raggiungere la città più vicina; e in effetti, qualche disperato ci riesce. La maggior parte, però, trascorre le giornate nei centri, dove ha a disposizione una tessera da 2,5 euro al giorno (ma non erano 45?) da utilizzare esclusivamente all’interno della struttura. Soldi che servono, in sostanza, a comprare le sigarette e nient’altro.

D’accordo, insomma, forse la leggenda ha ingigantito un po’ le cose; fatto sta che i balordi campano una vita di agiatezze e comodità a nostro discapito. Ecco che dunque ho scavato un altro po’, e ho scoperto un servizio del TG2 risalente allo scorso dicembre. Vi sono alcuni di questi “ospiti” messi in fila uno accanto all’altro, completamente nudi, che vengono disinfestati con gli spruzzatori contro la scabbia, trattati come bestie e carne da macello. Non proprio un trattamento a 5 stelle, ho riflettuto, e non sembra che altrove le cose vadano meglio. E allora ho capito.

Ho capito che per secoli europei ed americani hanno invaso, colonizzato, convertito a forza, sterminato e sfruttato ogni angolo del globo. L’hanno fatto i conquistadores spagnoli e portoghesi nelle Americhe, l’hanno fatto gli inglesi con gli aborigeni in Oceania, l’hanno fatto le potenze coloniali e le multinazionali in Africa. L’abbiamo fatto anche noi, in Somalia, Etiopia ed Eritrea, salvo tornarcene da zio Benito con un po’ di sabbia tra le mani e nient’altro. Accade ancora oggi nel Darfur, sotto cui giace una spessa coltre di petrolio; nel Congo e nell’Africa centrale, patria del coltan e delle “terre rare” con cui costruiamo computer e cellulari; nel Sudafrica, da cui i boeri esportano carbone e diamanti; e come dimenticare la Libia, l’Iraq e l’Afghanistan, sistematicamente presi di mira dagli statunitensi per il bene dell’umanità – rappresentata, per l’occasione, dagli stakeholder delle compagnie petrolifere…

Ho capito, in fondo, che il clandestino sono io. Che questa Italia spetta più agli immigrati che a me, che faccio parte di un popolo che per decenni ha foraggiato guerre, ingiustizie, mafie e malgoverno. Che a quegli stessi personaggi, forse, fa comodo spostare l’attenzione sugli zingari e sui negri, usandoli come un parafulmine su cui scaricare le colpe e le violenze perpetrate ai danni dei loro stessi connazionali.

Se avessi un posto dove andare, scapperei via dalla vergogna; ma non sarei degno neppure del più remoto e misero antro del pianeta. Mi limito dunque a scontare su queste pagine la mia desolazione, e a darvi appuntamento con il brainch di domenica prossima.

 

Emanuele Tanzilli

2 COMMENTI

  1. Ciao, ti spiego in parte la leggenda dei 45€, che in verità sono 35€ (e fino a qualche mese erano sono 30€). I vari enti fanno bandi di gara per accogliere gli immigrati, a cui possono partecipare cooperative (come nel mio caso, per questo sono informato), associazioni, enti. In pratica lo stato, tramite fondi europei che da anni l’Italia riceve (ma non so perché nessuno lo dice) finanzia queste attività di accoglienza (almeno come nel caso in cui io lavoro, di persone che arrivate in Italia hanno fatto domanda di asilo politico). Il compenso per chi appunto farà questo lavoro è di 30€ sei hai una vecchia convenzione, 35€ per le nuove a profugo.(Soldi che visti i tempi della PA, una associazione se va bene prenderà la metà tra 2 anni)
    Noi abbiamo l’obbligo di garantirgli: vitto ed alloggio, e di dargli 2.50€ al giorno, di indirizzarli per le pratiche burocratiche. Poi, come tutti i senza reddito del territorio, che sono ok a livello burocratico (si questa è una frecciata) usufruiscono del SSN senza pagare ticket, salvo dove è previsto per tutti.
    Credo di averti detto tutto, per ogni cosa se vuoi fare domande prova a contattarmi.

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