Scontro diplomatico tra i governi di Egitto e Turchia. Parlando davanti ai rappresentanti dei 193 paesi durante la principale riunione dell’anno delle Nazioni Unite, mercoledì scorso, Erdogan ha detto: “Se abbiamo intenzione di difendere le persone che arrivano al potere attraverso colpi di stato mi chiedo per quale motivo le Nazioni Unite esistano.” Il presidente turco ha ricordato che l’ex-presidente egiziano Mohammed Morsi, deposto nel 2013, è stato rimosso durante un colpo di stato, sostenendo quindi che l’ONU stava dando legittimità a chi l’ha spodestato.

“Tutte bugie”, ha controbattuto il Ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry. “Il discorso del presidente turco include bugie e falsità ed ignora totalmente la volontà del popolo egiziano emersa nella Rivoluzione del 30 giugno.
La nota del governo egiziano poi punta il dito contro Erdogan accusando il governo turco di “creare il caos e diffondere l’instabilità nel Medio Oriente sostenendo gruppi ed organizzazioni terroristiche politicamente, finanziariamente o dando appoggio logistico al fine di rovinare il benessere del popolo mediorentale per raggiungere aspirazioni personali“.

Il Cairo inoltre rimprovera Ankara anche per la linea di governo “totalmente lontana dalla vera democrazia e tale da non permettergli di dare lezioni agli altri in merito alla democrazia e al rispetto dei diritti umani“. Il ministero degli Esteri egiziano fa riferimento in particolare ai “limiti imposti alla libertà d’opinione e d’espressione, al diritto di manifestare, all’uso eccessivo della forza nel trattare con gli attivisti politici e i manifestanti pacifici e perfino alla chiusura di Twitter“.
Insieme al rimprovero, la nota ha aggiunto che l’incontro tra Shoukry e il suo omologo turco Cavusogli previsto a margine della riunione è stato annullato.

Non è la prima volta che accade uno scontro simile tra i due governi. A luglio, durante le ostilità tra Israele e Hamas, il leader turco ha descritto il presidente egiziano Sissi come “un tiranno” denigrando le sue capacità di mediare un cessate il fuoco tra le due parti. Il Ministero degli Esteri dell’Egitto anche in quella occasione rispose con rabbia.

Giacomo Sannino