“Gli uomini hanno cominciato a filosofare a causa della meraviglia [..] Chi prova un senso di dubbio riconosce di non sapere; se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall’ignoranza, è evidente che ricercano il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica. E il modo stesso in cui si sono svolti i fatti lo dimostra: quando già c’era pressoché tutto ciò che necessitava alla vita ed anche all’agiatezza e al benessere, allora si incominciò a ricercare questa forma di conoscenza. È evidente che noi non la ricerchiamo per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; ed è evidente che, come diciamo uomo libero colui che è fine a se stesso e non è asservito ad altri, così questa, sola, tra tutte le altre scienze, la diciamo libera: essa sola, infatti, è fine a se stessa.”

Così Aristotele scriveva nel libro Alpha della raccolta Metafisica, in merito alla causa primordiale fondante la necessità della Filosofia. Anche Platone, eterna metà contrastata di Aristotele, e insieme fulcri dell’anima della filosofia greca, d’altro canto definì dei principi nativi molto simili, riguardanti il primo germogliare della madre di tutte le scienze: vale a dire la meraviglia.

Essa spinge i movimenti legati in nessi casuali e confusi; lo stato d’incanto e tremore, di buio magico avvolto in involucro d’innocente rivelazione. Così si creava e cresce adesso l’amore per la sapienza: dedizione a scoprire per gli altri un fiore che si regala a se stesso; che come medicina d’erboristica natura provveda a guarire i corpi malati di silente ignoranza avviando un opulento processo di saggezza, volto alla passione per quell’otium tradizionalmente considerato quale onore autarchico, e non definito in chiave moderna come progetto lavativo.

In tempi antichi, fu l’elemento della curiosità a distogliere vista e udito delle persone dai prodotti e dai profitti, per ricercare il senso pratico dell’essenza del cosmo e del suo primo respiro vitale, risvegliando uno scopo enormemente nobile nell’annullare ogni fatiscente necessità d’esistere.

Attraverso questa materia, fatta di bisogno di porsi domande e voglia di avere risposte, l’uomo diviene oggetto di conoscenza, strumento di ricerca veritiera e addirittura si vede mutare in accidente: percorreremo, in questa rubrica, un sentiero che scorge la nascita di quest’arte fino agli ultimi dei greci; e sottolineandone una connessione d’attualità, analizzeremo gli sviscerati filosofi contemporanei e i loro occhi tragicamente armati di nuovo mistero verso il mondo, che paragonandosi ad un universo troppo immenso per essere studiato e troppo oscuro per essere scrutato ad occhio nudo, mostrano la vita dell’uomo odiernamente consumistico e vittimisticamente capitalista, che si finge un super-uomo per nascondere gli errori di un cosmo cambiato tra le radici incognite – e che versa un karma di ciclico sconforto storico.

Così, ammireremo la meraviglia che smuove i pensieri innescando abbagli tra retorica e realtà: come in una fiaba; raccontandone finali tramandati o profetizzati; tra il celare un contatto idealisticamente superiore alle nostre presenze, che si conforma all’essenza del tutto, scrutandone la sua stessa corteccia sporca d’esperienza; tra letterature ingiallite mischiate alla cultura e poi alla storia e relazionandone i mutamenti cognitivi della nuova società da cui si estraggono i contenuti in chiave giustificatrice, le pagine virtuali di Libero Pensiero daranno nuova voce critica ad intellettuali che hanno reso forte una parola, e che hanno vissuto parresiasticamente il vincolo d’idea.

Quindi, se voi lettori avete miti da sfatare o dubbi da congedare, se state cercando quella lettura che nasceva come arte del conversare e se avete delle domande a cui non vorrete mai darvi risposta per umile banalità o per infida svogliatezza, rifletterete circa il fatto che non c’è stata domanda che non sia già stata formulata da un filosofo; ed ogni eventuale risposta diverrà opinione, punto di vista convergente, sentimento; ma qualsiasi decisione la vostra mente deciderà di apprendere potrete tener presente che “si addice particolarmente al filosofo questa sensazione: il meravigliarsi. Non vi è altro inizio della filosofia, se non questo.”

Note

1) Metafisica, libro Alpha – Aristotele

2)Teeteto – Platone

Alessandra Mincone