ACERRA – Lo sciacallaggio della camorra continua. Adesso, a subire il racket non solo i semplici commercianti, ma anche associazioni Onlus. Una volta i boss portavano al petto grandi crocifissi d’oro e, nonostante omicidi, corruzione, reati e peccati vari, non era pensabile toccare l’opera benefica della Chiesa o di chi ne faceva le veci. Sia per un personale tornaconto, sia per un particolare senso religioso.

Insomma si cercava di non dar fastidio a chi faceva del bene al quartiere. Ma la camorra di oggi non guarda in faccia a nessuno. Gli affari sono affari e non si fanno eccezioni. Nella giornata di domenica 28 settembre, c’è stato un blitz dei Carabinieri ad Acerra. Sono state arrestate ben otto persone per estorsione, tentata e consumata, aggravata dal metodo mafioso. Tra gli estorsori, due esponenti di spicco di un neo-clan napoletano Domenico Basile e Gaetano De Rosa. In seguito ad una serie di denunce da parte di imprenditori, vittime del racket costretti a pagare tangenti o a fornirsi di materiale edile dalle ditte affiliate alla camorra, le autorità hanno eseguito le indagini e ammanettato gli estorsori. La squadra mobile e il commissariato di Acerra hanno scoperto che i soldi recuperati tramite attività illecite, servivano a rifornire una nuova organizzazione camorristica e a pagare le solite famiglie dei detenuti.
Il “pizzo” veniva pagato da imprenditori e commercianti del napoletano, e da una Onlus. È stata questa l’amara scoperta. L’associazione Onlus in questione gestisce le ambulanze a “Villa dei Fiori”. Dichiara di essere stata costretta ad accettare un cosiddetto “volontario” che avrebbe lucrato indebitamente somme di denaro a titolo di rimborso spese forfettario. Una camorra senza pietà, avida. Le neo formazioni camorristiche devono incorporare soldi in maniera veloce e pratica. Ed il racket è il metodo migliore. Le dichiarazioni, rese da alcune delle vittime, hanno trovato perfetto riscontro nei dati investigativi acquisiti nel corso delle indagini a carico del gruppo delinquenziale, arrestato mentre compiva le attività illecite sul territorio. Cogliendoli in flagrante, l’arresto è stato immediato.

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale nel 2013 con 103/110, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani “i Vermi. Studi storici sulle classi pericolose in Napoli”, importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e, quasi, una vera missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero” prediligendo il sociale, la cronaca, la cultura e anche la politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizioni e bellezza.