Matteo Renzi rivitalizzato dal viaggio in USA e pronto ad affrontare il percorso che porterà alla Legge di Stabilità 2015, si è presentato ieri alla trasmissione Che Tempo Che Fa, per essere intervistato da Fabio Fazio. Totalmente a suo agio sotto i riflettori degli studi televisivi, il premier italiano ha discusso con il conduttore per una cinquantina di minuti (al netto delle intermissioni pubblicitarie), affrontando una gamma variegata di argomenti attinenti alla settimana appena trascorsa ed a quelle che verranno nel futuro prossimo del Governo.

Tralasciando le battute, la politica estera, il fumo negli occhi e gli attacchi ai critici, dall’intervista sono emerse interessanti anticipazioni su quelli che potrebbero essere i provvedimenti salienti della prossima Legge di Stabilità. Sembra innanzitutto che non ci sarà l’introduzione di nuove tasse, con la promessa che non ci sarà un aumento di quelle in essere al momento. Affermazione da prendere con i guanti, sia per le volontà del Governo in termini di spesa, sia per la congiuntura deflazione-recessione, sfavorevole alla finanza pubblica.

Viene confermato il bonus di 80 euro e paventata l’ipotesi di un bonus simile pure per 1,3 milioni di Cococo, con la disposizione di 1,5 miliardi per l’istituzione di un’indennità specifica per questo genere di contratti, annunciata anche la regolarizzazione di un numero molto cospicuo di insegnanti, con un miliardo di euro destinato alla regolarizzazione di centoquarantamila supplenti, nelle stime del premier.

C’è spazio per le proposte delle parti sociali, con il rilancio di una proposta proveniente dalla FIOM, cioè la liquidazione mensile dei TFR attraverso la busta paga, meccanismo interessante per rilanciare la domanda interna ma che va a scontrarsi con una serie di difficoltà, prima fra tutte la volontà da parte di molti di destinare il proprio TFR al suo scopo originario, mentre va discussa la situazione di coloro che nel 2007 dirottarono la propria liquidazione verso fondi pensionistici di varia natura al fine di conseguire una trattamento integrativo a fine rapporto.

Altro progetto interessante, emerso prima dell’intervento televisivo di Renzi, quello che prevede il coinvolgimento delle Casse private e di fondi per la previdenza complementare, nel rilancio dell’attività economica delle piccole e medie imprese nel finanziamento della costruzione delle infrastrutture necessarie. Al Ministero dell’Economia e delle Finanze ci si concentra principalmente su quest’idea, nel tentativo di reperire almeno 3 (e fino a 5 miliardi) da destinare a sostegno della crescita. Proposta più realistica, e che vedrebbe il favore degli alleati e di Forza Italia, quella che per contenuto ha la riduzione dell’Irap di una percentuale superiore al 10% previsto nel Bonus Renzi, anche se si potrebbero rivolgere le risorse a disposizione in un meccanismo che permetta di dedurre dall’imposta il costo del lavoro o l’istituzione di un credito d’imposta per chi ponga in essere investimenti innovativi.

Marco Scaglione