“Da sempre il rispetto delle Regole costituisce un presupposto imprescindibile per il corretto e leale svolgimento di ogni competizione sportiva. Non può esserci rispetto, però, senza conoscenza e comprensione da parte di tutti i protagonisti.”

Sono queste le prime parole de Il Regolamento del Giuoco del Calcio corredato dalle Decisioni Ufficiali FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), dalla Guida Pratica AIA (Associazione Italiana Arbitri) e dalla Interpretations of the laws of the game, ovvero un elenco di istruzioni aggiuntive redatto dall’IFAB (International Football Association Board). Tale Regolamento è edito in 4 lingue ufficiali (inglese, francese, tedesco e spagnolo) ma in caso di divergenza tra i testi normativi, l’inglese è la lingua di riferimento. Si articola in due sezioni principali costituite da:

  • Osservazioni sulle Regole di Gioco del calcio e 17 regole vere e proprie
  • 4 disposizioni finali prive di numerazione

Elemento di fondamentale importanza nell’applicazione di tale Regolamento, è il buonsenso dell’arbitro, che spesso viene citato come diciottesima regola al pari delle precedenti.

Non intendiamo ora soffermarci sulle singole regole del calcio, in quanto fruibili direttamente sul sito ufficiale dell’AIA (per il link diretto clicca qui), intendiamo piuttosto estrapolarne alcuni punti fondamentali, che fin troppo spesso vengono poco considerati da tutti coloro che si rendono protagonisti di animate diatribe, talvolta causa di spiacevoli scontri fra tifoserie.

Ogni tifoso non dovrebbe mai dimenticare che oltre al cuore ed alla passione per una squadra, dovrebbe seguire anche la logica razionale di un Regolamento che è stato redatto proprio “… per il corretto e leale svolgimento di ogni competizione sportiva.” infatti “Non può esserci rispetto, però, senza conoscenza e comprensione da parte di tutti i protagonisti.”.

I tifosi seppur non parte integrante del gioco ne sono i diretti interessati, ed in uno scenario attuale in cui il calcio tutto sembra tranne che un gioco, è bene che da protagonisti esterni al campo ne conoscano il Regolamento al pari di calciatori ed arbitri. Infatti è proprio a questi ultimi che si riferisce la regola numero 5.

La Regola numero 5 descrive il ruolo dell’arbitro in merito al gioco del calcio, chiarendone: autorità, poteri e doveri. E’ definito anche giudice di gara in quanto “Le decisioni dell’arbitro su fatti relativi al gioco, incluso se una rete è stata assegnata o no ed il risultato della gara, sono inappellabili.”, ma l’inappellabilità di tali decisioni spesso causa delle vere e proprie contestazioni che portano l’arbitro alla gogna dell’opinione pubblica. Egli è il primo garante del rispetto sul campo delle regole di gioco, ma essendo una persona normodotata come tutti noi, può comprensibilmente incappare in errori di giudizio. Errori che spesso scatenano dei polveroni, quasi sempre frutto della demagogica indignazione nei confronti di una decisione premeditata, figlia di un fantomatico teatrino messo in scena per far vincere Tizio piuttosto che Caio secondo un programma ben preciso. Che questo sia già accaduto in passato (come ad esempio nei fatti di Calciopoli) non significa che per forza di cose debba ripetersi ad ogni match futuro, quindi è bene che si rispetti la classe arbitrale senza metterne in dubbio la credibilità, onde evitare che la non condivisione di una decisione diventi per i tifosi, pericoloso pseudo alibi atto alla realizzazione di cori e striscioni offensivi: innesco di inciviltà sfocianti in violenza che nulla hanno a che fare con la tradizione sportiva.

Fonti dei virgolettati: aia.figc.it

Fabio Palliola

1 COMMENTO

  1. Concordo su tutto, anche se gli arbitri sono tutti superdotati per poter fare ciò che fanno tutte le domeniche su tutti i campi da calcio di questo paese.

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