Oggi il segretario generale della Regione Lombardia, il leghista Andrea Gibelli, ha ricevuto una notifica su un avviso di garanzia, per “turbata libertà di scelta del contraente”.
L’inchiesta vede indagato anche Roberto Maroni, governatore della Lombardia.

Le indagini su Roberto Maroni e il suo capo di gabinetto, Giacomo Ciriello, sembrano concentrarsi da luglio, quando, i due, ricevettero un avviso di garanzia formalizzato dai carabinieri.
La notifica parla di “induzione indebita a dare o promettere utilità”, specificamente per due contratti stipulati dalla società Expo 2015 spa e dall’Ente della Regione Lombardia per la ricerca, la statistica e la formazione (Eupolis).
I due, entrando nello specifico, avrebbero utilizzato il loro potere e la loro autorità per far in modo che, Mara Carluccio e Maria Grazia Paturzo ottenessero contratti a tempo determinato.
Si ricordi che, Mara Carluccio, era collaboratrice al ministero dell’Interno, che, ai tempi, era Maroni stesso.

Il leghista Andrea Gibelli, che, ricordiamo, è segretario generale della Regione Lombardia, che ha ricevuto la notifica mentre si trovava in Regione, è coinvolto nella inchiesta solo per quanto riguarda il contratto Eupolis.
Oltre a questo, i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico dell’arma dei carabinieri) hanno trasmesso l’ordine di esibizione di una serie di documenti.
Andrea Gibelli, su questa vicenda, ha così commentato:
“La vicenda è nota da tempo e avrò modo di dimostrare la mia estraneità nelle sedi opportune, così come la correttezza dell’operato di Regione Lombardia”.
Anche Maroni esprime la stessa tranquillità:
“Sono tranquillissimo, è stato fatto tutto in modo assolutamente regolare”.

La procura ha disposto l’atto dopo le audizioni di una serie di testimoni.
Il pubblico ministero, infatti, aveva convocato per lunedì scorso tre funzionari di Eupolis, insieme a Fabio Gamba, collaboratore del vicepresidente della Regione Mario Mantovani, il quale era anche assessore alla salute.
Fabio Gamba, autista e segretario di Mantovani, era già al centro delle polemiche, dopo una consulenza di ben sedicimila euro per “l’analisi dei costi delle spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera” e per il viaggio a Tokio del 2 giugno scorso, già sotto indagine dalla procura.

Fabio Scala