Il senatore democratico Corradino Mineo, ex-direttore di Rai News 24 ed esponente di spicco della minoranza “di sinistra” del Partito Democratico, ha rilasciato stamattina un’intervista in esclusiva per Libero Pensiero. Ecco cosa ci ha detto.

Senatore Mineo, ieri c’è stata la direzione del partito. A questo punto cosa succederà all’articolo 18? Qual è stata la decisione?

La decisione presa a maggioranza con 130 voti è stata quella di rimettere mano all’articolo 18, quindi sostanzialmente cancellandolo ma inserendo, non so in che forma, una tutela per i licenziamenti discriminatori, cioè quelli che riguardano ragioni sindacali, politiche, religiose, sessuali e anche i licenziamenti disciplinari. La resistenza di molti di noi è forte, dato che non si capisce per quale motivo, come ha detto D’Alema, bisogna intervenire su una legge già cambiata 2 anni fa e che ha portato sostanzialmente a risolvere i contenziosi nella stragrande maggioranza dei casi non in modo giudiziario, quindi col reintegro, ma tramite accordi tra le parti.

Cosa cambierà quindi all’articolo 18?

Non c’è più l’articolo 18. Se questa cosa passasse gli imprenditori e le destre potranno dire che una tutela decisa dopo grandi lotte dei lavoratori e in parte emendata due anni fa dalla Fornero è stata completamente cancellata. Dal punto di vista pratico succede pochissimo, dato che se veramente nella legge-delega si scrive che per i licenziamenti disciplinari e discriminatori si può ricorrere al giudice e si può decidere il reintegro in realtà non cambierebbe quasi niente. Sarebbe però il simbolo della vittoria di Renzi e della sua idea secondo cui la vecchia sinistra ha impedito agli imprenditori di lavorare mentre la nuova sinistra, la sua, invece parta dai bisogni degli imprenditori. Naturalmente tutto questo è fuffa, perché gli imprenditori non hanno bisogno di licenziare. Quelli meno nobili, meno bravi e più assistiti hanno bisogno di abbassare ancora i salari, quindi useranno questo spauracchio dell’articolo 18 non per licenziare ma per imporre sotto-salari come è successo in Spagna. Le questioni vere dell’economia sono altre, qui invece si è agito ideologicamente ed invece di affrontare un problema vero se n’è affrontato un altro per la gloria del premier.

Qual è la sua posizione verso il PD adesso? È disposto a rimanerci?

Io vado alla riunione del gruppo parlamentare del Senato e cerco di capire, perché la direzione dà un indirizzo di massima, ma vede, Renzi ha messo molta acqua nel suo vino per farlo bere. Il documento che hanno votato è tutto da discutere perché c’è scritto che innanzitutto che si dovranno tutelare quelli che oggi non hanno tutela, ed io sono d’accordo, solo che 2 miliardi non bastano, ce ne vogliono almeno 20, e il governo li ha davvero questi soldi per tutelarli o è soltanto una promessa da marinaio? Inoltre c’è scritto che bisogna sfoltire i contratti, ad oggi ce ne sono almeno 40 e la maggior parte sono dei contratti-capestro, davvero li aboliamo? E che cosa ne facciamo? Poi quali sono le tutele crescenti per il nuovo contratto di lavoro? Anche questo non si sa, negli emendamenti dell’opposizione alcune di queste cose ci sono, ma non sulla legge-delega. Sono tutte cose che vanno precisate, e per scoprire questo bluff bisogna dire alla maggioranza del partito che nei nostri emendamenti queste cose ci sono, chiedendo quindi di votare anche i nostri emendamenti.

E lei sarebbe disposto a votare la fiducia al governo nel caso tutto si riveli un bluff?

Io non ho nessuna intenzione di provocare una crisi di governo, non credo sia un bene per l’Italia. Noi ora ci siamo mossi per cercare di far ragionare Renzi, lui invece ha un altro schema, vuole vincere ed asfaltare la sinistra, per adesso incominciando lo sputtanamento di Bersani e D’Alema dopo gli si sono opposti, e poi dopo facendo le cose belle che promette. Ovviamente questo mi crea un problema, ma vediamo come si svilupperà il dibattito parlamentare.

Quindi il ruolo di Bersani e D’Alema nell’opposizione interna qual è? Sono loro che tirano i fili della minoranza?

Bersani si è messo da parte, D’Alema lo era già da un pezzo, però sono personalità importanti della sinistra. Questo vuol dire che naturalmente si può benissimo criticarli, io l’ho fatto spesso, ma sarebbe comunque doveroso rispettarli. Invece Bersani ha posto la questione del Metodo Boffo, cioè del fango e dello sputtanamento usato contro di lui, tra l’altro messo in atto spesso da ragazzotti ignoranti ed assolutamente maldestri che ruotano intorno a Renzi. Bersani e D’Alema non sono i capi di nulla, sono delle personalità che avvertono: “attenti perché andiamo a sbattere la testa contro il muro”. Non vogliamo ascoltarli? Siamo liberi di non farlo. I giovani turchi, curdi, pachistani, devono far carriera e staranno tutti col segretario abbassando la testa, quindi pazienza, vuol dire che in politica non c’è più l’autonomia del mandato del parlamentare, non c’è più la libertà di coscienza dal leader, ma siamo tutti dentro una macchina che produce sindaci, presidenti di regione, ministri, sottosegretari, nominati vari e caliamo la testa.

E la democrazia?

Non è una bella cosa per la democrazia, dato che a lungo andare questa politica che secondo Matteo Renzi deve riscattare il nostro sistema democratico, e penso che sia sincero quando lo dice, finirà invece di delegittimarlo se i fini si ottengono palesemente per la semplice ragione che la maggior parte dei politici ha bisogno del segretario per garantirsi il suo futuro stipendio. Per eleggerli ci sono leggi come l’Italicum e il Porcellum, quindi chi è che si può opporre? Io non ho nessun problema a non farmi rieleggere. Ci si potrà opporre D’Alema, che ha fatto quello che ha fatto, non ha bisogno di altre nomine, Bersani che ha deciso di chiudere, Chiti che ha un cursus honorum rilevante, Tocci che fa il professore universitario, ma è evidente che i giovani quarantenni che sperano di passare da sindaco a presidente di regione per poi diventare ministro in questo clima dicono sempre sì, ma sinceramente non è un bello spettacolo.

Senta, pare che su Internet lei sia uno dei meno insultati dai 5 stelle..

No, io sono parecchio insultato dai 5 stelle…

E cosa ne pensa di loro?

Riguardo loro ieri sera Scanzi ha detto una cosa perfetta: non pervenuti, cioè sostanzialmente non esistono, non hanno nessuna politica e gestiscono soltanto un’invidia sociale per cui la colpa del parlamentare Mineo è quella di essere parlamentare e quindi di prendere l’indennità, cosa del tutto ridicola perché Mineo non ha bisogno di questa indennità, io rimango parlamentare per onorare il mandato del popolo, seppure inquinato da quella pessima legge incostituzionale che si chiama Porcellum. I 5 stelle sul piano politico rischiano addirittura di essere un sostegno a Renzi e Berlusconi, hanno considerato gli emendamenti della sinistra ancora peggiori della legge delega… cioè, il gioco di Grillo è “ci sono solo io”, non è cambiato, ed è del tutto distruttivo.

Sì, va bene, però ho letto che la base del M5S le scrive “Mineo passi dalla nostra parte”…

La loro parte? E qual è la loro parte? La loro parte non c’è. Dal punto di vista politico c’è un populismo becero. Loro hanno posizioni simili a quelle che sta realizzando il nostro Presidente del Consiglio, che sostanzialmente le ha prese da lì per svuotarle e farle proprie. Qual è la loro parte? Che cosa propongono? Di uscire dall’euro? Come? Mistero assoluto. Hanno fatto un’alleanza con Farage, con cui non mi alleerei mai, e poi? Cosa sono? Sono di sinistra quando sembra che la sinistra non faccia la sinistra, poi diventano di destra con le loro strane posizoni sull’immigrazione… Poi per carità, i pentastellati hanno fra di loro tante persone assolutamente perbene, ma quella struttura politica è antidemocratica più di quanto non siano antidemocratiche la destra e sinistra odierna e che sostanzialmente non ha alcuna identità, se non una fortissima rabbia contro tutto e tutti, ma con la rabbia non si costruisce. Quali sono le proposte?

Le cose sarebbero andate diversamente se loro avessero agito in maniera opposta..

Non bisogna mai dimenticarsi che sono loro i responsabili principali di questa situazione, perché se non avessero avuto l’atteggiamento irridente e grottesco che hanno avuto dopo il voto poi il Parlamento avrebbe potuto fare per esempio buone leggi contro la corruzione, sul conflitto d’interessi, sulla semplificazione normativa, invece loro si sono rifiutati, quindi sono del tutto corresponsabili di questa deriva, e tutto quello successo dopo è stato preparato dalla follia di Grillo e Casaleggio. Io coi 5 stelle mai, insomma, li considero un guaio assoluto per la democrazia italiana.

Quindi non ci sono margini per un dialogo?

Se vogliono dialogare per carità, lo stiamo proponendo da un anno e mezzo, ma cosa significa? Mica possiamo stare dietro ai loro capricci. Dialogare significa provare insieme a fare le leggi serie contro la corruzione, proviamo, loro invece anche in Parlamento si comportano come se fossero il partito bolscevico fuori tempo massimo, cioè pretendono che gli altri accettino il dettaglio della loro proposta con la scusa che la loro proposta viene determinata in rete e che quindi loro rappresenterebbero la gente vera. C’è tutta un’ideologia completamente insulsa, loro non stanno lì a costruire alleanze, non vogliono alleanze e pretendono che gli altri vadano da loro. Io certamente da loro non andrò mai.

Giacomo Sannino