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La violenza sulle donne è un problema culturale e sociale.  Perché quando un essere umano si impone con violenza su un altro, partendo da un presupposto di superiorità fisica, la società non può essere più definita civile. Le donne che subiscono abusi sono vittime di sé oltre che della violenza altrui. Alla base c’è una forma mentis, un difficile rapporto con sé e con il partner. Dall’abuso verbale a quello sessuale, la violenza sulle donne è un problemadelicato e complesso. Non è facile entrare nei meccanismi che portano l’uomo a fare violenza e la donna ad accettarla, rassegnata. Una cultura maschilista, spesso giustificata dalla donna stessa, porta a estreme conseguenze: il femminicidio.  La Dott.ssa Melania Corvino, psicologa del Centro Omnia di Frignano e attivista Amnesty e della lotta alla violenza contro le donne, proverà a spiegarci il fenomeno. Ci racconterà della sua esperienza politica al fianco delle donne e dell’apertura di uno Sportello di ascolto Antiviolenza in una terra difficile come Casal di Principe.

Dott.ssa Corvino, provenendo da un paese come Casale, entrare in politica può sembrare a molti una scelta coraggiosa. Insieme ad altri giovani ragazzi, ha partecipato alle scorse elezioni politiche con la lista civica “PrimaVera Casale”. Innanzitutto, come mai questo nome e cosa vi ha spinto a questo impegno?

“É stata la prima volta che, dopo anni di commissariamento e corruzione, dei giovani si mettessero in gioco per ridare voce al paese. Sentivamo il bisogno di rinnovamento e il nostro programma politico è volto proprio a questo. Per questo il nome “PrimaVera Casale”. La primavera è simbolo di rinascita ma anche sinonimo di rivoluzione, se pensiamo ad esempio alla “Primavera araba”. Inoltre, era la Pima-Vera Casale che si metteva in campo, ragazzi giovani che non avevano mai partecipato prima alla vita politica ma con tante idee e voglia di fare.”

La città ha premiato il vostro impegno, dandovi fiducia. Ad oggi, ci sono due vostri consiglieri all’interno della Giunta comunale. Tra i progetti promossi c’è lo Sportello d’ascolto Antiviolenza. In cosa consiste?

“Sì, nella Giunta comunale ci sono due rappresentanti di “Primavera Casale”: la candidata a sindaco Elisabetta Corvino e il consigliere Vincenzo Noviello. Inoltre, è stata la prima volta che una donna si candidasse in qualità di sindaco. Non era mai accaduto, ed è stata una vera e propria conquista culturale. Lo Sportello d’ascolto Antiviolenza era tra i punti del programma politico di “PrimaVera Casale” ed è stato un impegno di tutti attuarlo. Dopo diversi cavilli burocratici, ci siamo quasi.

Per quando è prevista l’apertura?

“L’apertura era prevista per il 1° Ottobre ma non è semplice avere a che fare con la burocrazia. Noi di “PrimaVera Casale” abbiamo sempre messo il massimo entusiasmo, peccando a volte di ingenuità, dimenticando spesso le problematiche che ci sono attorno. Ma, non abbiamo mollato e grazie anche alla mediazione dell’Associazione Albarosa, che ha promosso l’iniziativa, per fine d’Ottobre apriremo. Albarosa è un’associazione socio-culturale costituita da sole donne e che si occupa delle donne, di cui io stessa faccio parte. È stata la presidente, Mimma Tonziello, a curare la presentazione del progetto “Sportello d’ascolto Antiviolenza” all’Asl di Casale. Se riuscissimo ad avere la sede all’interno dell’Asl questo vorrebbe dire maggiore credibilità per il progetto. Essendo l’argomento della violenza sulle donne delicato, sapere che dietro all’aiuto c’è una struttura pubblica e non una normale Associazione darebbe fiducia alle vittime che vogliono denunciare.

Ecco, proviamo a parlare delle donne vittime di violenza. Come si può spiegare il fenomeno, se è possibile?

“Il problema è molto vasto è complesso ed ogni caso è a sé. C’è chi ancora crede che l’uomo sia l’unico a dover portare i pantaloni in casa, mentre la donna esiste solo in qualità di madre e moglie fedele. La sottomissione da parte della donna diventa quasi automatica e l’uomo si sente in diritto di esprimere la propria superiorità attraverso la forza fisica nel momento in cui sente minacciato il suo ruolo o la sua virilità. Ovviamente non si può generalizzare, ma è questo probabilmente il meccanismo di base. E non si deve credere che la violenza riguardi solo il possesso e la gelosia, come spesso si banalizza, né solo gli strati più bassi della società. La violenza sulle donne è trasversale. Riguarda qualsiasi classe sociale. È presente anche nel cosiddetto strato medio-borghese. Ma le cose stanno cambiando. Grazie alla nascita di associazioni al fianco delle donne, a pubblicità che trattano dell’argomento, molte donne si sentono chiamate in causa e prendono coraggio. I social network in questo senso hanno aiutato molto perché permettono il confronto immediato. L’informazione fa tanto, anche se a volte specula.”

Melania è una dei tanti giovani che ha avuto il coraggio di impegnarsi socialmente e politicamente, prendendo a cuore i problemi della propria città. Lei, insieme a tutti i giovani di “PrimaVera Casale” e dell’Associazione Albarosa, si è fatta carico di un problema confinato alle pareti domestiche, abbattendo il muro di silenzio che avvolge un argomento per troppo tempo tabù culturale. Quel silenzio va oltrepassato, come suggerisce la pagina Facebook Oltre il silenzio (https://www.facebook.com/OltreilSilenzioCentroOmnia?ref=br_rs), gestita da Melania. Sulla pagina Oltre il silenzio è, infine, possibile trovare i contatti telefonici e l’email per contattare direttamente la Dott.ssa Melania Corvino.

 

Agnese Cavallo

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Agnese Cavallo, nasce a Napoli il 14 novembre 1985. Da sempre appassionata di classicità, da quando il padre le raccontava i miti greci e l’Odissea in lingua napoletana, decide che la letteratura e le materie umanistiche saranno il suo futuro. Si iscrive, così, al Liceo classico Quinto Orazio Flacco di Portici (Na) e continua l’esperienza umanistica alla Facoltà di Lettere Moderne della Federico II di Napoli. Consegue la Laurea triennale e magistrale, presentando una tesi sull’opera di Francesco Mastriani , importante giornalista e scrittore di feullitton napoletano di fine ‘800. Il giornalismo, infatti, è da sempre una passione e quasi una missione. Convinta che i giornalisti siano spesso persone lontane dalla realtà, pronti, più che alla denuncia alla gogna mediatica, nei suoi articoli preferisce una sana soggettività volta all’etica e al sociale, anziché un’oggettività moralistica e perbenista. Nel febbraio 2012 inizia la sua esperienza con il giornale “Libero Pensiero News” occupandosi di sociale, cronaca, cultura e politica. Il suo argomento preferito? Napoli, tra contraddizionie e bellezza.