Scoppiano le proteste in Catalunya dopo la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo di sospendere, in “forma cautelare” con unanimità, sia la legge che consente la consultazione popolare approvata dal Parlamento catalano, sia la consultazione stessa convocata per il 9 novembre, accettando, così, il ricorso di incostituzionalità presentato dal governo di Madrid.

Che il “bloqueo” fosse nell’aria era prevedibile, in una nota il Tribunale ha giustificato la rapida decisione perché cosciente della “trascendenza costituzionale e politica delle questioni poste, per la società spagnola e, in particolare, per quella catalana”.

La sospensione, però, si è prodotta in forma automatica, com’è stabilito quando è il Governo a presentare i ricorsi di incostituzionalità e sollecita il Tribunale a prendere una decisione rapidamente. La Legge Organica del Tribunale Costituzionale impone che il tribunale di garanzia costituzionale debba decidere se prolungare la sospensione temporale fino ad un massimo di cinque mesi. Per questo, nonostante la sospensione sia cautelare e non suppone nessun pronunciamento alcuno sul fatto, potrà estendersi fino a che il Tribunale Costituzionale risolva il ricorso.

Prima che il Tribunale annunciasse la sospensione cautelare, Artur Mas si era fatto sentire, spiegando che l’azione del governo nel ricorrere contro la consultazione popolare nei confronti della Generalitat fosse “ostile”. Allo stesso modo ha criticato il presidente del TC che ha riunito l’organismo “con velocità supersonica” per frenare il referendum del 9 novembre.

Il segretario generale di Icv, Josep Vandrel, ha attaccato il Tribunale Costituzionale qualificando come vergognosa e insolita la loro reazione immediata contro la consultazione del 9 novembre e ha convocato una mobilitazione di piazza immediata, affinché i catalani scendessero a protestare. Invece, il leader di Ciutadans, Albert Rivera, ha twittato dicendo che la decisione del Tribunale ha decretato il “game over” del presidente Artur Mas e ha spiegato che “si è rotto il progetto del governo Mas – Junqueras, ora stiamo aspettando che il presidente si dimetta e che si vada alle urne”

Nella giornata di ieri decine di migliaia di cittadini catalani hanno invaso le piazze nella tarda serata di martedì, per protestare contro il Tribunale Costituzionale che ha negato la possibilità di votare per l’indipendenza catalana. L’intensa pioggia non ha fermato le persone chiamate in piazza dall’Asamblea Nacional Catalana e Omnium Cultural, le due strutture che negli ultimi tre anni hanno mobilitato i cittadini per ottenere l’indipendenza dalla Spagna.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.