Dopo i 4 gol subiti dal Cagliari di Zeman, l’Inter è ancora una volta di fronte al solito bivio: Mazzarri si – Mazzarri no?

Il tecnico di San Vincenzo dopo la disfatta di domenica pomeriggio, si trova a fare i conti con gli interrogativi, non nuovi, dei tifosi interisti (e non solo) circa l’inadeguatezza del suo ruolo e del suo sistema tattico. LInter cerca da mesi la partita che dovrebbe assicurarle una dimensione più robusta. Quando sembra trovare continuità, rinnega se stessa. Un momento positivo si trasforma rapidamente in uno negativo. Questo è un problema di mentalità e di ambizioni. Un problema che solo l’allenatore può risolvere.

Sicuri che Mazzarri sia l’uomo giusto per questa Inter?

Il presidente Thohir, rinnovando il contratto all’allenatore livornese, ha risposto almeno per ora, positivamente al quesito. Il magnate indonesiano, grazie al lavoro del Direttore Piero Ausilio, ha esaudito gran parte delle richieste del suo allenatore (Medel-M’Vila-Dodò-Osvaldo, e prima ancora D’Ambrosio-Hernanes) e gli ha fornito una rosa che sembra essere adeguata al raggiungimento della terza posizione in campionato. Ausilio, considerata la scure del Fair Play finanziario, ha fatto il possibile per accontentare l’ex tecnico del Napoli e non fornirgli quindi alibi per eventuali fallimenti.

I tifosi non sembrano in sintonia con la filosofia della dirigenza nerazzura. E’ innegabile il fatto che in poco più di un anno alla guida dell’Inter Mazzarri non sia riuscito a entrare in totale sintonia con il tifo interista. Di sicuro incideranno le prestazioni in chiaroscuro della scorsa stagione e l’atteggiamento un pò troppo serio dell’allenatore sempre concentrato e teso sul campo. Ma non è tutto. I tifosi contestano anche e sopratutto l’atteggiamento ed il modulo tattico della squadra, il suo “gioco”, in verità, storicamente mai convincente. Le squadre di Mazzarri non attaccano lo spazio (se non sugli esterni con i terzini), marcano a uomo e male (vedasi il secondo gol del Cagliari ieri, con il centrale di sinistra risucchiato fuori dalla punta sarda), giocano solo in un modo (a 3 in difesa), e rinculano all’indietro appena si perde palla invece di attaccare l’avversario per cercare la riconquista del pallone. Insomma, roba vecchia di almeno 80 anni.

La sconfitta col Cagliari non può che essere un campanello d’allarme, il solito delle diverse gestioni Mazzarri. Un Inter che punta all ‘Europa che conta, non può permettersi tracolli come quelli di domenica scorsa, nè far si che questi divengano recidivi. I tifosi del Napoli ben ricorderanno le clamorose imbarcate subite in casa dalla loro squadra del cuore quando Mazzarri presenziava la panchina al San Paolo.

Lorenzo Russo