In esterna a Napoli, la Bce ha tenuto la sua riunione di inizio mese, nessuna novità in vista, la decisione è quella di lasciare il tasso di rifinanziamento principale al minimo storico dello 0,05%. Si tratta di una decisione che i mercati si aspettavano, ma allo stesso modo attendevano le parole di Draghi sul piano d’acquisto di Abs, prestiti cartolarizzati delle imprese e covered bond.

In conferenza stampa maggiori dettagli sono stati forniti, la Bce acquisterà prestiti cartolarizzati nel “quarto trimestre 2014” e obbligazioni garantite a partire da metà ottobre, per almeno due anni. “Il consiglio è unanime” nel dirsi pronto ad usare qualsiasi strumento per combattere l’inflazione, ha detto Mario Draghi. Ma alle sue parole i mercati non hanno reagito molto bene, Piazza Affari si è confermata maglia nera d’Europa con un ribasso vicino ai tre punti percentuali. Pesa il calo dei titoli energetici che accusano la nuova flessione del prezzo del petrolio, sceso sotto i 90 dollari al barile.

Le operazioni annunciate dal Governatore della Bce potrebbero durare due anni con un “valore potenziale di 1.000 miliardi di euro”, ma ha aggiunto che ci sono rischi al ribasso per l’outlook economico. Indiscrezioni, però, parlano di un allontanamento dell’ipotesi di un quantitative easing che comprenda anche l’acquisto di titoli di Stato, per quanto comunque Draghi abbia detto che questa opzione resta ancora sul tavolo.

Sulle scelte dei governi Draghi ha poi chiarito la necessità di proseguire la strada di consolidamento dei conti anche nella determinazione delle leggi di Stabilità 2015, che a breve andranno consegnate a Bruxelles. La flessibilità, comunque, sarà prevista nel Patto di Stabilità Ue solo per chi è impegnato nelle riforme strutturali: “Le riforme devono accelerare in molti Paesi”, ma al di là delle scelte monetarie e delle aste, “ci vuole fiducia” affinché arrivi la ripresa economica.

Ma nella giornata di oggi Padoan ha dichiarato: “L’area Euro è a un bivio. In assenza di interventi significativi i paesi europei rischiano di avvitarsi in una spirale di stagnazione e deflazione. Una disoccupazione elevata e una crescita nominale piatta rendono più difficili il recupero di competitività e la sostenibilità del debito”. Alla luce dell’attuale scenario di crisi – continua – “è realistico assumere che la sola politica monetaria non sia sufficiente a rilanciare la crescita, nonostante il cruciale contributo fornito alla stabilità finanziaria”.

E’ di ieri, infatti, la notizia che il governo ha rivisto le stime di crescita dell’economia: nel 2014 il pil scenderà dello 0,3% per poi tornare a salire nel 2015 dello 0,6%. Brutta notizia per il Governo che aveva previsto una crescita dello 0,8% per l’anno in corso e 1.3% per il successivo.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.