Il candidato designato al ruolo di commissario agli affari economici, Pierre Moscovici, ha ribadito, ancora una volta, che i paesi membri devono rispettare gli impegni presi. Nel corso di un’audizione al Parlamento europeo, il socialista francese, nonché ex ministro della Finanza pubblica, ha quasi stroncato quanti ritenessero che con lui, come commissario agli affari economici, la politica economica europea sarebbe stata meno improntata all’austerity.

L’ex ministro, per rassicurare i componenti del Parlamento sulle accuse di vicinanza alla Francia e ai paesi favorevoli ad una maggiore flessibilità, non ha lasciato spazio ad equivoci affermando: “Mi impegno davanti a voi a far rispettare le nostre regole di bilancio da parte di tutti i Paesi membri”. Parlando della Francia, ha prima rassicurato i presenti sulla sua imparzialità e poi ha affermato come, con lui ministro, il disavanzo pubblico francese sia calato dal 4,9% al 4,3% del prodotto interno lordo. Inoltre, rispondendo alla protesta dei parlamentari che sostengono il mancato rispetto delle regole da parte della Francia, ha sostenuto che il rinvio per due anni della riduzione del disavanzo pubblico ed ogni altra mossa francese fatta, fino ad ora, ha ricevuto l’avallo della Commissione europea.

Il futuro commissario agli affari economici è stato abbastanza chiaro anche sulle conseguenze della violazione degli impegni presi: “Se un Paese con un deficit eccessivo non adotta misure efficaci di riduzione del deficit o se non introduce le richieste riforme, non ci sono dubbi, non ci sono esitazioni, non ci sono altre scelte che proseguire la procedura”. Le parole sono senza dubbio indirizzate a  Francia e Italia. Infatti, la prima ha richiesto di spostare dal 2015 al 2017 il termine per la riduzione del disavanzo pubblico sotto al 3%, mentre la seconda ha richiesto di poter spostare, sempre dal 2015 al 2017, il pareggio di bilancio in termini strutturali. Sulle due richieste dovrà esprimersi la futura commissione europea, a partire dal 1 Novembre, dopo il voto di fiducia del 22 Ottobre.

La direzione, quindi, sembra essere già presa, nonostante lo stesso Moscovici ricorda che la commissione Juncker avrà come obiettivo non solo la riduzione del deficit ma anche la crescita. Non va, infine, dimenticato che a vigilare sul socialista francese c’è il finlandese Katainen (considerato uno dei maggiori sostenitore delle politiche di rigore) che nella carica di vicepresidente di tutti i portafogli economici può bloccare le iniziative del commissario, annullando di fatto ogni slancio verso una maggiore flessibilità.

Valentino Arena