Ultimo episodio dell’analisi sulla prossima stagione NBA. Clicca qui per leggere il focus sulla Central Division. Passiamo quindi alla Southeast Division.

  • Atlanta Hawks, quintetto di partenza: Teague, Korver, Carroll, Millsap, Horford; coach: Mike Budenholzer.

La ricostruzione iniziata il 2012 con la cessione di Joe Johnson, non ha ancora portato i frutti sperati e gli uomini di Budenholzer, storico assistente di Coach Pop, difficilmente potranno arrivare ai Playoffs quest’anno. Il quintetto di partenza non è cambiato rispetto l’anno passato e, in una Eastern Conference con tante squadre pronte a fare il salto di qualità, sembra impossibile competere per il team di Atlanta. I due lunghi titolari oramai sentono il peso del passare del tempo sulle spalle. Korver è uno specialista, ma è un giocatore troppo incompleto per essere titolare in una squadra NBA. Carroll ha dimostrato cose buone la scorsa stagione e quest’anno deve riconfermarsi. Ci sono stati buoni interventi in fase di mercato, ma sono stati presi perlopiù giocatori che potrebbero completare una squadra con molte stelle. L’unica speranza per Atlanta è coach Budenholzer che, seguendo i consigli appresi da Popovich, potrebbe gestire bene giocatori che non sono primedonne.

  • Charlotte Hornets, quintetto di partenza: Walker, Stephenson, Henderson, M. Williams, Jefferson; coach: Steve Clifford.

Due anni fa gli ex Bobcats erano di gran lunga la squadra peggiore della storia (primato che ora è dei Philadelphia 76ers) ma l’attesa, a quanto pare, ne è valsa la pena. Kemba Walker rimane l’uomo che ha in mano le chiavi della squadra, ma ora è accompagnato da Lance Stephenson, che arriva da un’eccelsa annata con la maglia dei Pacers; le due guardie dovranno quindi portare più in alto possibile gli Hornets. Oltre ad Henderson e Jefferson, a completare il quintetto c’è il nuovo acquisto Marvin Williams, arrivato da una buona stagione a Utah. In panchina si siederanno giovani di buona prospettiva: Kidd-Gilchrist, Cody Zeller e Noah Vonleh, nona scelta al Draft 2014. In conclusione, la squadra potrebbe arrivare ai Playoffs, dato che il livello della Division si è abbassato di molto e gli uomini di MJ potrebbero approfittarne.

  • Miami Heat, quintetto di partenza: Chalmers, Wade, Deng, McRoberts, Bosh; coach: Erik Spoelstra.

Nonostante l’esodo di Lebron James, tornato a casa durante la free agency, la squadra di South Beach non si è persa d’animo e ha rinnovato il contratto a Chalmers, Wade e soprattutto a Bosh che dovrà prendersi sempre più le responsabilità della squadra. Pat Riley ha portato a Miami Deng e McRoberts, che andranno a completare il quintetto titolare in mancanza di King James. Soffre un po’ la panchina che, nonostante gli acquisti, la pick al Draft e le conferme di alcuni giocatori, non convince pienamente. Danny Granger, dopo l’infortunio, è sceso a picco per quanto riguarda il rendimento sul parquet. Shannon Brown è un buon giocatore ma non ha mai fatto il salto di qualità. Norris Cole e Napier sono buone alternative nel ruolo di playmaker e non è impossibile che uno dei due diventi titolare al posto di Chalmers, che durante le Finals ha fallito completamente. La squadra è cambiata completamente, ma i Playoffs non sono così lontani come sembrano.

  • Orlando Magic, quintetto di partenza: Payton, Oladipo, Harris, Frye, Vucevic; coach: Jacque Vaughn.

Dopo l’addio di Dwight Howard, i Magic hanno cominciato un buon progetto di ricostruzione. Ora la squadra della Florida può presentare un giovane quintetto con buone potenzialità. Oladipo e Vucevic sono i punti fermi da cui partire e su cui costruire il gioco di tutta la squadra, ma Payton e Frye sono due aggiunte di ottimo talento. Il primo dovrà portare palla e gestire il gioco, togliendo questo dovere a Oladipo che potrà così concentrarsi solo su una buona gestione dell’attacco. Frye, invece, viene da un’ottima stagione in maglia Suns e può formare un buon duo di lunghi con Vucevic che avrà tutto lo spazio sul pitturato, dato che il gioco dell’ex Wildcats è più perimetrale. La panchina rimane il punto debole della squadra, perché difficilmente vedremo molti punti portati dal secondo quintetto. Orlando non ha fretta di arrivare ai Playoffs, quindi giocheranno una stagione tranquilla che potrebbe comunque portarli alla Post-Season.

  • Washington Wizards, quintetto di partenza: Wall, Beal, Pierce, Nene, Gortat; coach: Randy Wittman.

Ultima squadra della Division sono gli Wizards. La squadra della capitale, dopo il quinto posto dell’anno scorso, punta a migliorarsi e la perdita di Trevor Ariza è stata colmata con l’arrivo di un veterano come Paul Pierce. Wall deve confermare il ruolo di stella della squadra, mentre Beal e Porter hanno abbastanza punti nelle mani per colmare il vuoto lasciato da Ariza. Pierce avrà principalmente il ruolo di leader spirituale della squadra, guidando il team nei momenti più complessi e aiutando a fare un salto di qualità mentale. Nene e Gortat rimangono le due torri della squadra, portando grande fisicità sotto canestro. La panchina sembra ben collaudata, con il veterano Miller, il giovane Porter e Webster a guidare il secondo quintetto. L’obiettivo è riconfermarsi, arrivando ai Playoffs, possibilmente ad una posizione più alta.

Fonte immagine: thunderobsessed.com

Luca Adami