Se ti chiami Novak Đoković e giochi a Tennis, devi considerare ogni incontro come una finale da non perdere. Il Novak numero uno al mondo non ha deluso neanche stavolta e si è guadagnato l’accesso alle fasi finali del torneo di Pechino.

L’incontro tra Đoković e il canadese Pospisil, svoltosi il primo Ottobre, ha visto il Serbo trionfare in un’ora e 27’ per 2 set a 0. Nel primo set, durato 33’, Đoković si è imposto per 6 game a 3, poi la strada si è fatta più difficile durante i faticosi 54’ del secondo set (terminato 7-5). Il canadese ha opposto una fiera resistenza, conquistando ben 5 game, rispondendo volta per volta a Đoković e riuscendo persino a portarsi in vantaggio di due game (3-5); ma, dato che i grandi campioni si esaltano nelle difficoltà, il serbo ha prima pareggiato il conto (5-5) e poi si è portato rabbiosamente la vittoria a casa con il 7-5 finale. Come affermò una volta Rafael Nadal, rivale di Đoković e numero due al mondo: “La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni.” E a Novak Đoković la forza mentale non manca di certo. Ora non rimane che attendere il verdetto dell’incontro tra Pablo Andùjar (classe ’86) e Grigor Dimitrov (‘classe 91) per conoscere il nome del prossimo avversario del numero uno ATP.

L’altro incontro da non perdere era quello tra John Isner (classe ’85) ed il già noto Tommy Robredo (classe ’82). Quest’ultimo aveva eliminato, prima di confrontarsi con Isner, il nostrano Andreas Seppi (classe ’84) per 2-1. L’altoatesino è stato però vendicato dallo statunitense Isner che ha avuto ragione di Robredo per 2 a 1. L’incontro è stato lungo, ben 2 ore e 34’, e solo nella mezz’ora che ha concluso la partita Isner ha potuto esultare. Lo statunitense è addirittura riuscito ad annullare un match point dello spagnolo nel terzo set, per poi vincere con un guizzo finale. Anche Isner, adesso, può comodamente attendere il vincitore della sfida tra il serbo Viktor Troicki (classe ’86) e il ceco Tomáš Berdych (classe ’85).

Đoković e Isner sapranno il nome dei rispettivi avversari già nella tarda mattinata del 2 Ottobre. Ma non è ancora il caso di cantare vittoria: Nadal e Murray devono ancora dire la loro.

Fonte immagine in evidenza: google.com

Luigi Santoro