Berlino è su tutte le furie. Dopo l’annuncio del governo italiano che raggiungerà il pareggio di bilancio solo nel 2017, anche la Francia si discosta dai binari dell’austerità, provocando l’ira di Merkel. Hollande, infatti, ha fatto sapere che non rispetterà per il secondo anno consecutivo il vincolo del 3% sul deficit.

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno per la governance europea. Hollande ha fatto sapere che non rispetterà il vincolo di bilancio e assesterà il deficit per il 2014 al 4.4%. “Nessun ulteriore sforzo – ha fatto sapere il governo francese in un comunicato – sarà richiesto alla Francia, perché il governo, assumendosi la responsabilità di bilancio di rimettere sulla giusta strada il paese, respinge l’austerità“. Parigi ha anche fatto sapere che sposterà al 2017, termine ultimo imposto dall’UE, il pareggio di bilancio.

In Europa si è chiaramente creato un fronte anti-austerità che vede in prima linea l’Italia di Renzi e la Francia di Hollande. Tutto questo dopo che la Germania credeva di avere ben imbrigliato il fronte ‘dissidente’, piazzando nella commissione europea falchi pro-austherity come Katainen e Dombrovskis. La risposta al doppio attacco arrivato a Bruxelles dai governi di Roma e Parigi è stata secca e netta. La Commissione Europea, infatti, ha invitato i Paesi a “rispettare gli impegni presi“, supportata dal cancelliere Merkel, secondo cui “la crisi non è ancora alle nostre spalle. I Paesi devono fare i compiti per il loro benessere“. Alla base dello strappo, oltre alle problematiche di tipo economico che vi sono col fiscal compact per i Paesi in seria crisi, tra cui Italia e Francia, potrebbe esserci anche un gioco di potere a Bruxelles, per chi deterrà il controllo del portafoglio della Commissione Europea. Infatti il PSE spinge per dar maggior autonomia a Pierre Moscovici, che vuole una maggior flessibilità nel vincolo di bilancio imposto agli Stati, togliendo il potere di veto a Dombrovskis e Katainen.

E mentre gli animi in Europa bollono, Napolitano ha incontrato in un vertice a Napoli, Ignazio Visco e Mario Draghi. Il Capo dello Stato ha assicurato a Draghi, che potrebbe fare da paciere nella bollente situazione in Europa, che l’Italia intende superare tutte le difficoltà strutturali, legate in primis “all’altissimo debito pubblico“. Tuttavia Napolitano, dopo le rassicurazioni sulle volontà dell’Italia, si accoda all’idea del governo guidato da Matteo Renzi, per chiedere meno austerità e più attenzione alla creazione di posti di lavoro. “L’Italia intende portare avanti con determinazione e accelerare un chiaro impegno di superamento di sue debolezze strutturali – ha spiegato Napolitano – a cominciare dal così elevato debito pubblico, ma al tempo stesso nel contribuire all’agenda europea di questo semestre agisce per spostare l’accento delle politiche europee verso programmi coordinati di investimento per l’innovazione e la creazione di lavoro“.

Francesco Di Matteo