« Per una carriera ricca di film memorabili che hanno dato maggiore lustro alla nostra forma d’arte »

Con queste parole fu assegnato l’Oscar alla carriera a Sophia Loren, la diva che ha infiammato le sale dei cinema degli anni ’50 che, il 20 settembre, ha spento 80 candeline non come un’ottantenne qualsiasi, ma in Messico, ancora bellissima e scultorea.

Nata a Roma nel 1934 trascorre la sua infanzia a Napoli, la cui cultura l’accompagnò per tutta la vita. «I’m not Italian, I’m Neapolitan! It’s another thing!» («Non sono italiana, sono napoletana! È un’altra cosa!») dichiarò successivamente in un’intervista. Vivendo in una condizione economica precaria, lavorando come cameriera nel locale di famiglia, torna a Roma all’età di 15 anni per partecipare a Miss Italia, dove attraversò il palco con un modo di camminare inconfondibile, che le valse il premio come Miss Eleganza, creato appositamente per lei.

In quell’occasione gli occhi del produttore Carlo Ponti, più anziano di lei di 22 anni, che le propone un contratto di sette anni e una storia d’amore eterna: i due si sposarono nel 1957, dovendo annullare il matrimonio poco dopo. Rischiarono l’accusa di concubinato (lei) e bigamia (lui) essendo stato Carlo precedentemente sposato, ed il divorzio non riconosciuto legalmente in Italia. Allora volarono in Francia, dove si risposarono e rimasero insieme per tutta la vita, fino alla morte di Carlo nel  2007.

Da subito Sophia lavora con Alberto Sordi, interpretando il ruolo di una sensualissima Cleopatra (reggendo perfettamente il confronto con Liz Taylor), poi al fianco di Totò in Tempi nostri, ma la svolta alla sua carriera avviene  nel 1954 col ruolo della pizzaiola Sofia in L’oro di Napoli, ruolo assegnatole da Vittorio De Sica, con il quale collaborerà per il resto della sua carriera. Nello stesso anno incontrerà un altro suo partner di eccellenza, Marcello Mastroianni (che lavorerà al suo fianco in ben 15 produzioni), nel loro primo film insieme Peccato che sia una canaglia.

Partecipa a numerose altre produzioni finchè nel 1956 vola a Hollywood, il territorio che ospitava le più grandi attrici di tutti i tempi: Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Ingrid Bergman e tante altre.

E, malgrado qualsiasi pronostico, domina la scena in maniera esemplare, senza sfigurare mai, con l’aria mediterranea che la distingueva e le dava un che di esotico che infiammò l’America. In questo periodo lavora al fianco di Frank Sinatra e Cary Grant (con cui ebbe anche un breve flirt) in Orgoglio e Passione, con Anthony Quinn  in Il diavolo in calzoncini rosa , Un marito per Cinzia ancora con Cary Grant, fino ad arrivare al 1958 dove vince un David di Donatello e la Coppa di Volpi al Festival del cinema di Venezia con Orchidea Nera.

A quel punto torna in Italia per interpretare il drammatico ruolo di Cesira nel celebre film La ciociara. Con questo personaggio Sophia dà sfogo a tutto il suo talento recitativo, ancora messo in dubbio dalla sua immagine di maggiorata che faceva impazzire gli uomini, e vince un Premio Oscar, la Palma d’oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d’argento.

«Sophia ha vinto, Sophia ha vinto!» scrivevano le telescriventi, con la stessa enfasi con cui Sophia griderà «Roberto!» qualche anno dopo consegnando lo stesso Oscar a Benigni.

Continua il suo sodalizio con De Sica e Mastroianni con Ieri, oggi, domani e Matrimonio all’italiana che le portano altri riconoscimenti (tutti gli uomini del mondo hanno ululato insieme a Marcello durante lo spogliarello che il cinema non dimenticherà mai), lavora con Richard Burton, Ettore Scala, passando attraverso il carcere di Caserta per frode fiscale (verrà poi scagionata dalla Cassazione) fino ad arrivare al 1991, quando riceve l‘Oscar alla carriera. Una carriera così lunga e fortunata che nel 1999 entra del Guinnes dei primati come attrice italiana più premiata di sempre.

L’American Film Institute l’ha inserita al 21esimo posto  della sua top 25 e ora compie 80 anni, comparendo ancora sul grande schermo, sempre meravigliosa, con la stessa camminata che l’ha condotta in giro per il mondo durante tutta la sua carriera, vincendo il premio di Miss Eleganza ad ogni passo. Continua il film della sua vita facendo la nonna, invecchiando con classe, abbracciata da un pubblico che non la dimenticherà mai.

Camilla Ruffo