Arriva dalla segreteria provinciale bolognese di Forza Nuova, movimento politico di estrema destra, un comunicato rimbalzato in seguito in varie città d’Italia, da Brescia a Vicenza, che si scaglia contro gli albergatori romagnoli che si sono offerti di ospitare presso le loro strutture gli immigrati.

“In seguito alle decisioni scellerate, egoistiche ed autoreferenziali di albergatori e prefettura, la salute e la sicurezza della popolazione saranno messe a repentaglio: si diffondono ormai a macchia d’olio i casi di scabbia, malaria e candida tra le fila degli immigrati, mentre è proprio di questi giorni la notizia che vede l’Italia in cima ai Paesi obiettivo di attacchi terroristici”. Queste le deliranti righe fatte pervenire ieri da Forza Nuova alla stampa, in merito al bando che consente di fornire alloggio agli immigrati presso le strutture bolognesi, in cambio di un rimborso di 30 euro giornalieri.

Un’idea molto simile a quella già lanciata dal sindaco di Roma Ignazio Marino poche settimane fa: le strutture ricettive italiane, del resto, sono al collasso, e gli immigrati sono spesso soggetti a condizioni e trattamenti disumani, il che ha lasciato presupporre il reperimento di idee alternative per fornire un minimo di sollievo all’emergenza.

Ma Forza Nuova non ci sta: il movimento di Roberto Fiore, in merito, ha sempre avuto posizioni molto nette e radicali, assimilabili a quelle di Lega Nord e Fratelli d’Italia, spingendo per un rimpatrio totale ed immediato di tutti gli immigrati presenti sul territorio.

Ad alimentare ulteriori polemiche, tuttavia, è la presunta motivazione speculativa che si aggiunge a quelle, ormai consuete, xenofobe e razziste. E così, il comunicato diffuso ieri lancia l’idea di una vera e propria blacklist nei confronti di chi si renderà, per così dire, complice del crimine: “Forza Nuova si ritiene oggi più che mai in dovere di difendere la popolazione italiana; oggi come non mai non possiamo che denunciare il vero e proprio ‘business dell’accoglienza’. Renderemo pubblici, in queste ore e nero su bianco, i nomi e i cognomi dei direttori degli hotel che metteranno a repentaglio la sicurezza della nostra gente”.

Non mancano, naturalmente, le reazioni a metà fra l’indignazione e la meraviglia. Il direttore della Caritas di Rimini, Don Renzo Gradara, fa sapere con assoluta pacatezza che “Ci sono degli arrivi, e non sono pochi, che devono essere sistemati. E’ stato fatto un bando e tutti possono dare la loro disponibilità: non riesco proprio a vedere dove stia il peccato mortale. Qui in Romagna non siamo forse famosi per l’accoglienza? Forse allora lo siamo solo per quelli che hanno il portafogli pieno”.

E non manca addirittura chi, con orgoglio ed ironia, si definisce pronto ad “autodenunciarsi”; è la cooperativa La Piccola Carovana, che gestisce l’albergo Pallone, che a Forza Nuova risponde in questo modo: “Ci sentiamo in dovere di rivendicare l’accoglienza dei profughi quale un valore fondante della nostra comunità intera e quindi anche delle strutture alberghiere. Forza Nuova non ha probabilmente idea di quali siano i costi di gestione delle strutture e degli spazi che accolgono queste persone, alberghi compresi, e quindi tira conclusioni affrettate su qualcosa che è ben lontano dell’essere un business”.

Emanuele Tanzilli