Twitter sembra ormai lo strumento preferito dalle star per generare dei veri e propri terremoti mediatici. Dopo il tweet di Polly Samson che qualche mese fa annunciò, di fatto, la release del nuovo album dei Pink Floyd in uscita il prossimo novembre, è ora il turno di David Lynch e Mark Frost con Twin Peaks.

Gli autori de I segreti di Twin Peak, fortunatissima serie che intrigò col suo alone di mistero eserciti di telespettatori negli anni ’90, hanno twittato vaghe ed elusive parole che, come si confà al loro stile indecifrabile, sadicamente stanno seducendo i fan più accaniti.

Dear Twitter friends. That gum you like is going to come back” è il messaggio lanciato da Lynch e Frost a cui è ancorato #damngoodcoffee, un hashtag che, per chi conosce la serie, lascia ben pochi spazi ai dubbi.

Ma la domanda è: può Twin Peaks tornare in vita ad anni di distanza? La storia (se di storia si può parlare, data la naturale destrutturazione narrativa di ogni racconto lynchiano) pareva infatti essere giunta ad una conclusione. Ma la generale sensazione di indeterminatezza che accompagna la fruizione di ogni parto della mente del regista di Missoula può avvalorare l’ipotesi di un sequel.

La maestria di Lynch nel creare labirinti psicologici avvolti da ombre e nebbie fittissime ha come pregio il fatto di non precludersi mai la possibilità di riaprire porte apparentemente chiuse e questo particolare momento della sua carriera potrebbe essere adatto per tornare a battere i percorsi montuosi della placida cittadina del Montana in cui è ambientata la serie.

Molti fan di David Lynch sono convinti del fatto che egli possa aver per sempre chiuso la sua carriera da regista di lungometraggi: oltre Inland Empire pare proprio che non ci si possa spingere. Anche in considerazione di ciò, dunque, la prospettiva di un Twin Peaks degli anni Duemila non è ignorabile.

David Lynch, come ben si sa, è solito sviarci e depistarci in ogni modo, e stavolta potrebbe tanto essersi accordato con Mark Frost per montare una gigantesca presa in giro, quanto essersi convinto a darci un segnale tangibile di una possibile svolta epocale nel mondo della fiction.

Insomma, Laura Palmer è morta e forse dopo esserci tanto spremuti le meningi abbiamo anche capito chi l’ha uccisa. Non ci resta che scoprire se la coppia di becchini Lynch-Frost sia o meno intenzionata seriamente a dissotterrare il suo cadavere.

Cristiano Capuano