Il Partito Democratico gli iscritti, i militanti, sono spariti o comunque stanno sparendo. I dati elettorli restano positivi, ma le tessere non ci sono più. L’Allarme è scattato poco dopo le primarie in Emilia Romagna, dove l’affluenza per eleggere il candidato alle elezioni regionali è stata molto bassa. E’ quello riporta un articolo di Goffredo De Marchiso pubblicato sul quotidiano La Repubblica.

“Il dato non ha sorpreso chi conosce i numeri segreti del Nazareno: siamo sotto quota 100 mila iscritti in tutta Italia, 5 volte meno del 2013 quando i tesserati erano 539.354. Nei corridoi, forse per colpa del panico, si diffondono voci ancora più catastrofiche. Qualcuno parla infatti di 60 mila iscritti. Significherebbe che poco più di un militante su 10 ha rinnovato la sua fede nel Partito democratico. Come dire: la spina dorsale del Pd non esiste più.”

“Il quadro, regione per regione, presenta alcuni buchi neri assoluti. Il tesseramento non è praticamente partito in Sicilia, Basilicata, Molise, Sardegna, Puglia. E mancano solo tre mesi alla fine dell’anno. In Campania idem. Nel 2013 Napoli e le altre province contavano 70 mila iscritti. Oggi le tessere, raccontano, si possono calcolare nell’ordine delle centinaia, nemmeno migliaia.” La mutazione genetica del partito nasce così. Ci si apre alla società, ma i circoli (7.200 in Italia, 89 all’estero) languono e la militanza scompare. (…). A Torino e provincia gli iscritti erano 10 mila lo scorso anno, oggi sono appena 3 mila. A Venezia partecipavano all’attività delle sezioni 5.500 persone nel 2013, scese a 2 mila nel 2014. In Umbria si è passati da 14 mila tesserati a poco meno della metà, anche se le stime sono molto provvisorie. Se tutto va bene, dicono a Perugia, si toccherà il traguardo dei 10 mila prima di dicembre, il 40 per cento. Soffrono anche i luoghi dello zoccolo duro, dove la sinistra non perdeva mai iscritti.”

Nonostante i tanti voti alle Europee del 25 maggio

“Le primarie in Emilia, il tonfo del tesseramento sono però sintomi di un problema che coinvolge identità e ruolo del Pd, dei partiti in generale. Tanto più quando la crisi della militanza si accompagna alla progressiva morte del finanziamento pubblico. Il Pd riceverà nel 2014 12,8 milioni. Nel 2011 erano 60.”