L’epopea inaugurata dal presidente Hugo Chavez sembra essere ormai giunta alla fine, e il Venezuela torna tristemente a fare i conti con la realtà: inflazione alle stelle, produzione industriale in contrazione, crisi finanziaria.

Un televisore al plasma da 32 pollici in vendita al prezzo di 5.476 dollari. È quanto può osservarsi in questi giorni in Venezuela, alle prese con una crisi economica, finanziaria e valutaria di proporzioni immani. L’inflazione galoppa inarrestabile, attestandosi al livello stratosferico del 60%, nonostante alcune fonti dell’opposizione facciano trapelare che si tratti in realtà del 188%, almeno per i generi alimentari: ben altri crucci in relazione ad un’Europa ferma ormai da tempo nel pantano della stagflazione.

Così il Paese guidato dal presidente socialista Nicolas Maduro si ritrova smarrito e disorientato, ai margini di un burrone dal quale potrebbe non risalire più. Le riserve valutarie risultano diminuite a settembre del 7,4% rispetto all’anno precedente, a 21,343 miliardi di dollari: un trend che prosegue ormai da diverso tempo, al punto da far sospettare che ben presto il Governo non sarà in grado di far fronte ai suoi impegni, con particolare riguardo a due bond del valore complessivo di 4,5 miliardi in scadenza questo mese.

Con l’inflazione alle stelle e un valore reale degli stipendi ormai insufficiente a garantire la sussistenza delle famiglie, alle prese con carenza di beni e lunghe file ai supermercati, il mercato nero ha gioco facile nel dilagare: si arriva così a spendere anche 19 dollari per un chilo di carote.

Non lasciano ben sperare neppure gli altri dati macroeconomici, con un PIL previsto in calo dello 0,5%, la produzione industriale e il settore edile in caduta libera, e il valore dei CDS (i credit default swap, derivati che si attivano in caso del verificarsi di un evento di fallimento, ndr) che invece s’impenna. Insomma, il mercato sembra credere che da qui a breve anche il Venezuela, dopo l’Argentina, possa entrare tecnicamente in default, con tutte le conseguenze del caso. La fine di un’epoca, forse di un sogno, con un ritorno alla realtà più amaro del previsto.

Emanuele Tanzilli