NAPOLI– Ancora una volta si parla di reati. Reati che vanno dall’associazione per delinquere alla turbativa d’asta. Non cambia invece il protagonista della vicenda Luigi de Magistris. Protagonista ma non unico interessato. Sono ben 18 gli indagati dalle indagini preliminari notificati nell’ambito dell’inchiesta sulle scorse edizioni della Coppa America a Napoli. Tra questi: Stefano Caldoro, presidente della Regione Campania, l’ex presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, e l’ex presidente dell’Unione industriali di Napoli, Paolo Graziano. L’indagine riguarda due edizioni della Coppa America, 2012 e 2013, le cui irregolarità si propongono verso la scelta dell’Unione Industriali come socio privato della società Acn (American Cup Napoli).

L’inchiesta ha aperto una nuova strada nel momento in cui è stato sequestrato il personal computer di Attilio Auricchio, capo di gabinetto del Comune di Napoli, anche lui indagato. Svolta che ha portato al 415 bis. Un’accusa riguardante la scelta fatta da parte del Comune, Regione e Provincia di un socio privato piuttosto che pubblico. Non solo procedure irregolari ma anche violazione di parità di trattamento tra le ditte, creando così diseguaglianze. Alla società Acn furono affidati numerosi incarichi quali: programmazione, realizzazione e gestione della gara.

Paolo Graziano e alcuni suoi consulenti sono indagati anche per associazione per delinquere finalizzata a “commettere più delitti di falso e turbativa d’asta”. Inoltre, risulta indagato anche l’avvocato Vincenzo Maria Siniscalchi, ex parlamentare ed ex consigliere del Csm, a differenza di Claudio de Magistris il quale, al contrario di quanto annunciato ieri, è stato ritenuto non determinante come ruolo.

Il sindaco Luigi de Magistris in merito all’inchiesta ha affermato: «La notizia non mi scalfisce per nulla. Chi fa l’amministratore, chi ha coraggio e ci mette la faccia deve mettere in conto di essere sottoposto a indagini della magistratura. Ho una grande serenità e mi sento un sindaco sospeso, liberato, più forte. Per farmi cadere devono usare i proiettili al plutonio».

Stefano Caldoro, inoltre, sembra esser sicuro di quanto successo e di riuscire a portare a galla la verità promuovendo la trasparenza dei fatti.

Si tratta, in ogni caso di dichiarazioni e accuse che non rendono giustizia alla città di Napoli e non aiutano Luigi de Magistris per ciò che sta vivendo in questi giorni.Egli, inoltre, ha sottolineato di aver ”appreso la notizia a mezzo stampa” nello stesso giorno in cui gli è stata notificata la sospensione dall’incarico in seguito alla condanna per abuso di ufficio inflittagli dal Tribunale di Roma. ”

Carmela Davide.