Un cittadino americano, da poco tornato dalla Nigeria, è sospettato di aver contratto l’ebola durante la sua permanenza nel continente africano.
Dopo essere arrivato in ospedale la notte scorsa, è stato ricoverato all’Howord University Hospital e poi posto in isolamento . Fino a ieri le sue condizioni erano stabili.

Secondo caso di ebola?

Se fosse confermata la diagnosi di ebola questo sarebbe il secondo caso negli Stati Uniti.
Il 20 Settembre infatti, un uomo giunto dalla Liberia e affetto dalla malattia è arrivato all’aeroporto di Dallas, in Texas, dopo aver fatto scalo a Bruxelles e all’aeroporto di Dulles a Washington.
Nel frattempo, anche le compagnie aeree oltre alle autorità americane del Texas stanno facendo i conti con il terrore generato dalla notizia del contagio. La compagnia statunitense United Airlines sta entrando in contatto con i passeggeri di entrambe i voli per fornirgli indicazioni su come contattare le autorità sanitarie, ma soprattutto per rassicurarli.
I Centers for Disease Control and Prevention hanno riferito che l’uomo non mostrava sintomi sull’aereo, quindi non era contagioso ed è improbabile che abbia infettato altre persone.

Le parole dell’ONU

La task force dell’ONU ha smentito le parole di Anthony Banbury, direttore delle missioni speciali contro l’epidemia delle Nazioni Unite, sostenendo che “non è previsto e non ci sono prove che il virus stia mutando verso questa direzione
Il portavoce dell’Air Transport Association (Associazione internazionale che comprende circa 240 compagnie aeree) ha detto: “La cosa importante di questo virus è che non si diffonde per via aerea, per questo secondo l’Oms il rischio di trasmissione durante i viaggi aerei è veramente molto basso“. Nonostante ciò, la paura è forte e i titoli in Borsa di alcune compagnie stanno scendendo.
Gli esperti delle Nazioni Unite hanno precisato che “il virus Ebola si diffonde solo attraverso il contatto con i fluidi corporei.
I virus mutano, ma è un processo complesso che richiede tempo. In questo momento il consiglio migliore è evitare il contatto diretto con i fluidi corporei di persone contagiate o con superfici e materiali (ad esempio la biancheria intima) contaminata dai fluidi del pazient
e”.

Intanto è giunta la notizia che il cameraman freelance della NBC che giovedì è risultato positivo all’ebola, sarà presto rimpatriato per essere curato.
Si tratta del quarto cittadino americano ad aver contratto la malattia in Liberia, ma fino a qualche giorno fa solo il personale medico era stato colpito.

Bruno Formicola