Il tribunale di Gavà (Catalogna, Spagna), ha respinto il ricorso: Lionel Messi (classe ’87) stella del Barcellona, considerato da molti come l’erede di Diego Armando Maradona, sarà processato per frode fiscale.

Sembrava che si potesse risolvere con un “non sapevo” seguito da un bell’assegno a 6 zeri (staccato subito dalla Pulga per rifondere quanto dovuto al fisco) la vicenda che ha come  protagonisti Messi e suo padre, Jorge Horacio Messi, ma le cose si sono complicate quando il giudice ha dichiarato che: “In questo tipo di crimine (…) è sufficiente essere consapevoli dei disegni per commettere le frodi e acconsentirli.” Sì, perché il vice Campione del Mondo 2014 è accusato di essere a conoscenza dell’esistenza di una società fittizia il cui unico scopo era eludere gli obblighi fiscali derivati dal ricavato dei diritti di immagine. Nonostante la società sia stata fondata dal padre Jorge che, a detta di Lionel, “da sempre si occupa dei contratti e dell’amministrazione dei miei beni”, il calciatore sarà processato per tre capi d’accusa riguardanti la frode da 4,1 mln di euro degli anni 2007, 2008 e 2009, tutti legati all’oscura gestione dei suoi diritti di immagine.

Quattro milioni sono spiccioli per Lionel Messi, dato che il suo patrimonio ammonta a 146 mln di euro, di cui 20 mln costituiscono il suo stipendio da calciatore. Poiché l’ultima parola spetta sempre ai numeri, questi consacrano Messi come secondo giocatore più ricco al mondo, alle spalle di Cristiano Ronaldo (classe ’87) che al 2014 ha un patrimonio di 148 mln di euro.

L’attaccante argentino è noto anche per le sue iniziative di beneficenza: il 9 Marzo 2013 donò 600.000 euro a favore della ricostruzione di un reparto d’ospedale nella sua città natale, Rosario. Pochi giorni prima, il 6 Marzo, era stata presentata nella gioielleria Ginza Tanaka di Tokyo una scultura in oro del piede sinistro della “Pulce”, dal peso di circa 25 kg e dal valore di 4 mln di euro: lo scopo, nell’ambito di un progetto della Leo Messi Foundation (nata nel 2007 per volontà del giocatore, al fine di offrire sostegno medico ai bambini bisognosi), era quello di devolvere i ricavati in beneficenza per le vittime del terremoto e dello tsunami da cui il Giappone fu colpito  nel Marzo 2011.

Messi e suo padre dispongono ora di 5 giorni per presentare un ulteriore ricorso, tra l’altro già preannunciato dai legali della famiglia, al tribunale di Gavà. In qualunque modo si concluderà questa faccenda, certa è una cosa sola: aveva visto giusto il notissimo poeta latino Virgilio quando scrisseQuid non mortalia pectora cogis,/Auri sacra fames”(“a cosa non spingi i petti mortali, miserabile cupidigia dell’oro”).

La citazione Virgiliana è tratta da: Eneide, 3. 56-57

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Luigi Santoro