Dylan Dog è tornato da pochi giorni in edicola con la sua ultima avventura, Spazio Profondo, indicata dalla Bonelli come punto di partenza del nuovo corso dell’Indagatore dell’Incubo più famoso del mondo fumettistico italiano.

Per chi non lo conoscesse Dylan Dog è un fumetto horror, la terza serie più venduta in Italia e la seconda di casa Bonelli (dopo Tex). Il successo editoriale testimoniato dai quasi trent’anni di pubblicazione non basta a rappresentare il microcosmo che è la Londra di Dylan, né la profondità del personaggio partorito nel lontano 1986 dalla mente di Tiziano Sclavi: Dylan non è il tipico eroe infallibile e, anzi, ad incubi e mostri che attraversano il suo cammino contrappone le sue debolezze, i suoi malesseri interiori, il perenne stato di angoscia di un uomo che cerca di capire il senso di una vita, la sua, che senso non ne ha e non ne avrà mai. Il tutto immerso in situazioni ed atmosfere che richiamano i cult del genere horror e non solo, dagli zombie di George Romero in L’alba dei morti viventi, primo volume pubblicato, al Silenzio degli Innocenti in Il cervello di Killex, al Fu Mattia Pascal in L’uomo che visse due volte: ogni autore di Dylan Dog ha un bagaglio culturale di altissimo livello ed il risultato è una fine rappresentazione di paure ed inquietudini della vita di tutti i giorni, tradotte in un horror psicologico che non sfocia mai nello splatter fine a sé stesso.

In ventotto anni abbiamo appreso molto della vita di Dylan: le sue origini, il suo rapporto con la nemesi Xabaras, le motivazioni che lo spinsero ad abbandonare la polizia e a intraprendere la carriera d’Indagatore dell’Incubo. Tanti piccoli tasselli che hanno formato il quadro di una serie che ora deve però superare una lunga fase di stagnazione che ha allontanato e reso diffidente parte dei fan, in particolar modo quelli di lunga data, legati all’incredibile carica emotiva e psicologica dei testi di Sclavi.

È in quest’ottica che s’inserisce la decisione di affidare a Roberto Recchioni, già autore di alcuni volumi tra i quali l’acclamato Mater Morbi, il ruolo di curatore della serie, lasciandogli raccogliere il testimone messo in naftalina da Tiziano Sclavi, la cui ultima sceneggiatura risale al 2007. Recchioni affronta sin da subito la sfida con una lettera aperta, inviata ai lettori nel modo più efficace possibile: con una storia. È sua la firma sulla sceneggiatura di Spazio Profondo, un messaggio in codice che trasmette la visione di Recchioni sul personaggio: c’è bisogno di accantonare alcuni elementi che hanno bloccato lo sviluppo della storia e l’evoluzione di Dylan, tentando di tornare quanto più vicino possibile alle origini della serie. Il primo passo sarà fatto col prossimo volume, Mai più, ispettore Bloch, che vedrà lo storico ispettore di Scotland Yard e padre simbolico di Dylan raggiungere l’agognata pensione: è solo la fase iniziale di un arco narrativo che durerà fino a primavera inoltrata e che “cambierà per sempre l’esistenza dell’Indagatore dell’Incubo”.

Ora non resta che godersi Spazio Profondo in attesa di scoprire qualcosa in più sulla rivoluzione della serie e su John Ghost, annunciato come nuova nemesi di Dylan e “incarnazione di tutti i mali di oggi”. Nel frattempo, benvenuto new Old Boy.

Immagine di copertina: Sergio Bonelli Editore

Simone Esposito