Si chiama Peter Kassig, sarebbe lui la persona che appare nel video della decapitazione di Alan Henning. Il boia, probabilmente lo stesso che ha ucciso Sotloff e Cantlie, si esprime in inglese e nell’ultima scena lascia intravedere l’uomo statunitense di 26 anni che per due anni ha lavorato in alcuni campi profughi in Libano.

Le vittime potrebbero essere rinchiuse nella roccaforte di Raqqa, in Siria, in uno dei carceri predisposti dai jihadisti. Peter Kassig, originario di Indianapolis potrebbe essere il prossimo. Con una divisa da soldato Peter ha partecipato alle missioni in Iraq nel 2007, si è poi congedato per ragioni mediche.

Per vicende personali, poi, Peter Kassig decide di cambiare drasticamente la sua vita, affascinato dal Medio Oriente – come ha dichiarato in un’intervista – ha deciso di tornarci come operatore umanitario. Dal Libano, dove ha lavorato in alcuni campi profughi si è poi spostato in Siria dove ha creato un’associazione umanitaria per aiutare i civili coinvolti nella guerra. Insieme al proprio gruppo ha cominciato a fornire cibo, utensili, generi di prima necessità: “Sono un’idealista e credo nelle cause senza speranze”.

Pallido, tatuato, con un vocabolario di poche parole di arabo, l’allora 24enne ex soldato non era parso all’intervistatore della rete Cnn di Atlanta la persona che ti aspetteresti di vedere che va su e giù per i corridoi di un ospedale di Tripoli in Libano con tra le braccia un carico di bende insanguinate. “Qui hai questa impressione, ti convinci che non c’è speranza. Ed è quello il momento in cui, contro ogni speranza, è più che mai importante fare qualcosa”, aveva detto il giovane oggi ostaggio dell’Is.

Intanto la famiglia di Peter Kassig ha rilasciato un comunicato: “La famiglia Kassig estende le sue preoccupazioni alla famiglia di Alan Henning. Abbiamo letto del suo lavoro e del suo carattere generoso con grande rispetto e ammirazione”, si legge nel comunicato di Ed e Paula Kassig. “Chiediamo a tutti nel mondo di pregare per la famiglia Henning, per nostro figlio, e per la liberazione di tutti gli innocenti che sono tenuti in ostaggio in Medioriente e nel resto del mondo”, si legge nel messaggio.

Secondo i dati sulla sua carriera militare, Kassig si è addestrato a Fort Benning, è stato in Iraq, si è poi congedato ed è ripartito per organizzare la sua associazione “Special emergency response and assistance” ed è stato catturato il 1° ottobre 2013.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.