Un futuro desolato, una terra in cui regna la violenza, mutazioni e radiazioni. Ecco Wasteland 2, atteso GDR isometrico  ibrido per PC.

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Dopo aver avviato il gioco, qualche minuto di cutscene, recitate in stile documentario senza l’ausilio di grafica digitale, gradito cliché, descrivono in modo abbastanza veloce il mondo in cui andremo a muoverci cercando di diventare più forti, rispettati e soprattutto sopravvivere.

La creazione del proprio gruppo di rangers impiega più di qualche minuto per la mole di attributi e abilità tra cui scegliere; è superfluo precisare che ogni abilità porta ad un determinato tipo di approccio, specialmente in combattimento durante il quale sarà di vitale importanza la scelta della lunga, media, corta distanza e in casi di necessità anche combattimenti all’arma bianca.

Sopravvivenza è la parola chiave dell’intera avventura nel mondo post-apocalittico dilaniato da una recente guerra atomica. Ciò che colpisce fin dai primi minuti di gioco è la scarsità di beni, sia munizioni che armi, per non citare i medikit e kit di sutura.

Dal punto di vista del gameplay, il tutorial riesce a spiegare al giocatore gran parte dei comandi sin dalla prima zona di gioco risultando molto esauriente. Di contro si rilevano quasi immediatamente i problemi della visuale e la macchinosità nello scrutare la mappa di gioco. La storia non priva di mordente lascia sin dalle prime ore una grande libertà di scelta al giocatore, caratteristica di Wasteland, incrementando notevolmente la rigiocabilità.

Il gameplay nella fase di combattimento non presenta grandi novità, ma si attesta ad un buon livello mostrando solidità e una buona dose di divertimento mista a soddisfazione. Il crafting è essenziale ma efficace ed anch’esso contribuisce alla sensazione di brutalità del mondo stesso. Lo spostamento sulla mappa di gioco non è innovativo ma la presenza di molti eventi casuali ed incontri, zone radioattive, da oltrepassare muniti di apposite attrezzature e rilevandole con il contatore geiger, rende il tutto molto piacevole ed appassionante.

I punti dolenti del gioco sono senza ombra di dubbio la grafica ed il sonoro. Graficamente Wasteland si dimostra eccessivamente rozzo al di sotto della sufficienza, i dettagli delle texture dei protagonisti così come quelle dei nemici sono scarne e molto essenziali, mentre quelle dello scenario si dimostrano poco solide e molto spesso piatte così come il sonoro che non brilla per precisione e varietà.

Wasteland è un titolo dalle grandi potenzialità e la sua libertà di scelta, anche se ancora con sensazioni di scripting poco mascherato, appagherà l’istinto di sopravvivenza degli appassionati del genere. Peccato per la qualità grafica ed il sonoro che avrebbero potuto elevare il titolo ad un livello importante.

Antonio Palomba

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