All’improvviso, senza troppi giri di parole, un fulmine a ciel sereno, un fulmine di nome “Tomorrow’s Modern Boxes “ lanciato da Thom Yorke, leader dei Radiohead, in un pomeriggio qualunque di fine settembre, lasciando il mondo della musica a bocca aperta. In questi giorni i fan dei Radiohead esultavano beatamente per la notizia ufficiale, confermata dai membri della mitica band inglese, dell’inizio di un nuovo progetto, un CD che probabilmente vedrà la luce ad inizio 2015. Ma nessuno si sarebbe aspettato un lavoro (il secondo CD da solista) di Thom Yorke, che in estate si era divertito improvvisandosi deejay in varie località e postando su Twitter frasi criptiche. Il britannico ha usato proprio il social network che cinguetta per annunciare il suo lavoro, scrivendo:

il mio è un nuovo esperimento, non so se funzionerà, ma eccolo qui.”

Non a caso Thom usa la parola esperimento: infatti l’album è stato messo in vendita su BitTorrent (tramite il programma Bundle) al prezzo di 6 dollari, al cambio poco più di 4,50 euro.
L’esperimento, già avviato con altri artisti, consiste nell’offrire al pubblico una via legale per la distribuzione di contenuti, dando un’alternativa più indipendente rispetto a canali come iTunes o Spotify, i “guardiani della musica che i musicisti devono combattere”, secondo Yorke. La grande sfida (che avevano già lanciato al loro tempo i Pink Floyd ed i Metallica) è convincere il pubblico a pagare il singolo album o prodotto multimediale, impresa non da poco nell’Internet “abituata” al gratuito: presumibilmente, più abbordabile per gli artisti che possono vantare una robusta fanbase (come Thom Yorke) rispetto agli esordienti.

La sfida vinta da Thom è stata quella di annichilire gli U2, finiti nell’occhio del ciclone per aver lanciato gratis agli utenti iTunes il loro nuovo cd, Songs of Innocence, un cd che ha ricevuto numerose critiche negative, addirittura in molti eliminerebbero volentieri questo regalo, mentre Tomorrow’s Modern Boxes ha superato il milione di download, ed è giudicato più che positivo dalla critica internazionale. Ascoltandolo, l’album è effettivamente ottimo. Per chi conosce il personaggio ed i Radiohead in generale, sa cosa aspettarsi: un incontro spettacolare tra suoni particolari, caotici e la voce di Thom, malinconica ed elegante come sempre, un incontro che porta all’armonia totale. Un gioco di elettronica, di mix e remix, quasi una conseguenza naturale e necessaria di ciò che “Ok Computer” aveva predetto.

Diego Sbriglia