La banca americana JP Morgan Chase è stata assaltata una seconda volta da attacchi hacker: secondo alcune ipotesi l’infiltraggio informatico potrebbe coinvolgere azioni governative  nelle zone situate tra la Russia all’Europa Orientale.

Da mesi circolavano preoccupazioni in merito alle notizie raccattate illegalmente sui conti correnti personali del colosso bancario; ma sotto il controllo di hacker esterni erano risultati solo un milione di conti. Invece, recenti sono le scoperte in merito alle informazioni reperite illecitamente: i pirati del web sono riusciti a impossessarsi dei dati personali di circa 76 milioni di individui oltre a 7 milioni di dati intestati a piccole imprese. 83 milioni di “sequestri digitali” che rappresentano più della metà dei nuclei familiari Americani.

Gi hacker sono riusciti a controllare alcuni server d’istituto che catturano dati noti come malware, gestendoli per tempi di un’ora alla volta nei periodi compresi tra metà Giugno e metà Agosto. Quest’operazione rappresenta la minaccia più significativa mai gestita dalla banca JP Morgan.

Molti esperti intervistati dal Wall Street Journal però, ci rivelano che le informazioni sottratte alla JP Morgan si limiterebbero al sequestro di dati personali come indirizzi, recapiti telefonici, e-mail, senza reperire l’accesso a credenziali e password per l’accesso a varie operazioni finanziarie.

I soldi dei clienti sono al sicuro” rivela il colosso JP Morgan, ma senza scongiurarne un pericolo: gli hacker hanno accesso a dati personali che potrebbero costituire credenziali di accesso a informazioni più riservate. Per questo la banca mette in guardia: a tutti i clienti, consiglia di non fornire alcuna informazione neanche su richiesta web.

Sul caso gia indagano organi di sicurezza quali l’FBI, tutte le banche di Wall Street hanno costrittivamente fornito alla Fed e alla Sec ogni indizio per indagare sulla provenienza e l’identità di questi hacker, cercando di fermarne tempestivamente la minaccia.

Alessandra Mincone