Nonostante le rassicurazioni del ministro dell’economia Padoan e del presidente del Consiglio dei ministri Renzi, che avevano promesso che non sarebbe stata necessaria una manovra lacrime e sangue, la nota di aggiornamento al DEF (Documento di Economia e Finanza) stilata dal tesoro presenta alcune possibili azioni che verranno attuate per mantenere i conti in regola.

L’IVA, l’imposta sul valore aggiunto, potrebbe subire un aumento non ben definito, che comporterebbe anche un aumento dei prezzi di tutti i beni e servizi.  Non si tratta di una opzione che favorirebbe l’aumento dei consumi, ma che anzi potrebbe avere un effetto recessivo: il minor guadagno delle imprese le costringerebbe a ridurre stipendi e dipendenti, alimentando quella che gli economisti chiamano trappola della povertà. Si vorrebbe inoltre procedere ad un nuova revisione fiscale, che inciderebbe sul sistema di welfare state: niente più sgravi fiscali a chi stipula un mutuo per la prima casa, a chi sostiene spese mediche elevate, a chi si rivolge al servizio nazionale per la cura del suo animale domestico. Si sta rivalutando la possibilità di rimodulare le esenzioni dal ticket sanitario, escludendo alcune classi sociali non considerate a rischio nonostante che con l’aumento della povertà sono aumentati i cittadini aventi diritto all’esenzione del ticket. Viale XX Settembre  assicura che non si avrà un aumento della pressione fiscale: non verranno modificate le fasce per la tassazione, ma si applicheranno imposte indirette. Il reddito netto, quindi, tenderà a diminuire nuovamente.

Il piano dovrebbe consentire di rispettare il vincolo di bilancio. L’Italia ha deciso di non imitare il governo francese per non essere bacchettata dall’Europa. Eppure neanche le ipotesi illustrate metterebbero il paese al sicuro da possibili procedure di infrazione: se è vero che il solo aumento dell’IVA consentirebbe di recuperare 12 miliardi di euro, è anche vero che i ministri hanno annunciato che la spesa pubblica verrà aumentata per rilanciare la domanda aggregata. Insomma, si seguirà il modello keynesiano, almeno fittiziamente.

Lupi ha dichiarato che verranno previsti sconti per le ristrutturazioni edilizie ed il rinnovo degli ecobonus, un finanziamento parziale per l’installazione di pannelli solari e forse anche per le macchine ecologiche. Alfano ha dichiarato che verranno aumentati gli stipendi delle forze dell’ordine. Renzi, invece, ha proposto che il TFR possa essere anticipato in busta paga mentre si annuncia che vi saranno finanziamenti alle imprese non ben identificati. Anche Confindustria adesso sembra insoddisfatta e tuona contro l’ipotesi del TFR anticipato, nemico numero uno delle piccole e medie imprese.

Vincenzo Laudani