NAPOLI – Una veglia in silenzio, in contemporanea con altre 100 città italiane, per protestare contro la discussione del provvedimento di legge contro l’omofobia, considerato da questo “metodo o stile” (non si definiscono movimento o comitato): ” come recita il manifesto del sito sentinelleinpiedi.it

C’è stata, però, la risposta del mondo associativo napoletano: studenti medi ed universitari, movimenti, collettivi, associazioni lgbtqi e cittadini che hanno organizzato una contromanifestazione: “No SENTINEL in My Town
Nervi tesi al Vomero, ad angolo di Via Luca Giordano: circa 200 uomini tra polizia, carabinieri e finanzieri in assetto antisommossa hanno sbarrato l’accesso alla veglia per non far venire a contatto i due gruppi.
Ci sono state provocazioni verbali da entrambi i lati, ma non sono mancate le tensioni tra i manifestanti dei no sentinel e le forze dell’ordine. Il cordone di sicurezza si è poi sciolto alle 12:30, quando la veglia è terminata e le sentinelle, circa 30, sono andate via tra i fischi, mentre i no sentinel hanno sfilato festosamente a via Scarlatti.

”I residenti del Vomero, sorpresi per la non comune confusione e tensione nel salotto buono di Napoli, si sono schierati contro le sentinelle, scandendo cori come:”Pregate contro i preti pedofili” o “Pensate alle famiglie che hanno bisogno di aiuto” –  dichiara Insugercia.

Rincara la dose Link Napoli: ”Uno schieramento di quasi 200 poliziotti in assetto antisommossa circondava le sentinelle. Dall’altra parte, noi, studenti universitari e studenti medi, associazioni, movimenti e persino cittadini che, trovandosi a passare lì per caso, si sono sentiti in dovere di unirsi a noi e di gridare no alle discriminazioni”

Antonello Sannino, presidente Arcigay Napoli così commenta : ”E’ bello ritrovarsi qui in piazza a rivendicare i diritti delle comunità omosessuali. La manifestazione di oggi non è stata organizzata direttamente dalle associazioni: è stato un movimento spontaneo e molti cittadini presenti oggi hanno capito le nostre ragione e ci appoggiano contro il fondamentalismo cattolico”

Marco Di Domenico