Lavoro, rapporti con l’opposizione, legge elettorale e tesseramento PD. Ferrara accoglie, con applausi, ma anche fischi e uova, un premier che affronta i principali temi dell’agenda politica attuale.

Il presidente del Consiglio ha riaffermato la necessità di procedere ad un accordo con Forza Italia, stante anche il perdurante diniego del M5S, per la legge elettorale e per le riforme sulle regole, confermando quindi il contenuto del patto del Nazareno, dal quale ha ancora una volta precisato essere stata tenuta fuori la prossima riforma della giustizia, che infatti non sarà votata da FI. Ha poi escluso la possibilità che all’orizzonte potrà essere necessario procedere ad un nuovo governo di larghe intese, non ritenendo possibile un soccorso decisivo di Forza Italia sul Job Act.

Sull’allarme lanciato dall’ex segretario Bersani e sulla polemica relativa alle tessere PD, diminuite di cinque volte rispetto al 2013, Renzi ha ricordato come i numeri relativi alle tessere siano in fondo meno importanti del dato elettorale, avendo il PD nell’ultima tornata superato il 40%, a fronte di percentuali molto più modeste anche in tempi recenti in cui invece proprio i dati del tesseramento erano di gran lunga superiori a quelli odierni. Alla cerimonia per i 50 anni di Loppiano, la cittadella del Movimento cattolico dei Focolarini, Renzi ha parlato di “risposte chiare e concrete” che il suo Governo dovrà dare rispetto alla crisi continua del mondo del lavoro ed alla disoccupazione. E, mentre va avanti la discussione sul TFR e su piccole e medie imprese, il Presidente del Consiglio ha chiarito che queste risposte non potranno prescindere da una riflessione su come la crisi abbia cambiato il sistema economico ed occupazionale. Ha avuto poi un pensiero per quei lavoratori di Terni da tempo in attesa della conclusione di una difficile trattativa sull’Ast di Terni. Un ultima battuta poi, sia sull’importanza per il sistema-Paese di ripartire dall’Istruzione in primis e, a seguire, dall’amministrazione e dalla Giustizia sia sul fatto che la politica debba avere attenzione “non solo nei confronti di uno sviluppo sostenibile ma anche verso un modello umano in cui la persona non sia solo un numerino ma un valore”.

Gennaro Dezio