Una manovra definita “espansiva”, nell’ordine dei 20 miliardi di euro, con un occhio di riguardo a lavoratori e imprese: così la definisce il viceministro Morando nelle dichiarazioni rilasciate all’agenzia Adnkronos.

Prende corpo e forma sempre più nitida la legge di stabilità che il Governo presenterà nel mese di ottobre, e gli interventi che saranno oggetto d’attenzione si delineano con maggiore chiarezza.

Senza dubbio, ad attirare maggiormente l’attenzione degli addetti ai lavori (e non solo) sono state le parole di Matteo Renzi in merito ad un inserimento, almeno parziale, del TFR nella busta paga. Fra critiche e approvazioni, i numerosi dubbi sollevati dall’associazione degli artigiani e, ieri, dal numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi, ecco arrivare a mettere ordine il viceministro all’Economia Enrico Morando.

Sulla manovra, insomma, ancora grandi perplessità, ma emergono finalmente i primi dettagli. Quanto al TFR, il Governo “non ha ancora deciso se interverrà per metterlo in busta paga, ma non comporterà alcun aggravio IRPEF per i lavoratori e sarà a costo zero per le imprese sotto i 50 dipendenti”. Le critiche maggiori, infatti, risaltavano la differenza di trattamento fiscale e la potenziale mancanza di liquidità per le imprese che, di norma, utilizzano quei fondi come una sorta di finanziamento alternativo e a basso costo.

“Vedo che la proposta sul TFR viene criticata perché l’iniziativa andrebbe a vantaggio solo del fisco e drenerebbe risorse alle imprese. Si tratta di due inesattezze. Si tratta di argomentazioni prive di senso”. Smentita categoricamente ogni illazione in merito, Morando passa in rassegna gli altri punti della manovra, da lui stesso definita espansiva e mirata a ridurre il prelievo fiscale di 14/15 miliardi di euro. Per raggranellare la cifra necessaria, oltre a tagli alla spesa, l’Italia userà anche tutto il suo margine di indebitamento sul rapporto deficit/PIL, portandolo dal 2,2 al 2,9% per complessivi 8,5 miliardi. Confermato quindi lo sgravio IRPEF in vigore da quest’anno (il “bonus” di 80 euro), resterà da vedere come le risorse saranno allocate e in che margine andranno ad incidere sull’IRAP e sul costo del lavoro.

Previste anche misure di sostegno al Jobs Act in via di definizione proprio in queste ore, tra cui risorse per i nuovi ammortizzatori sociali e politiche di sostegno al lavoro.

La manovra, infine, conterrà anche il bonus per interventi di ristrutturazione e risparmio energetico per complessivi 1,5 miliardi.

Emanuele Tanzilli