Nel 1980 il produttore e sceneggiatore Bob Gale sta sgomberando la soffitta di casa quando trova un vecchio diario scolastico del padre. Incuriosito, comincia a immaginare una sua presenza all’epoca degli anni della gioventù paterna, chiedendosi se i due avrebbero potuto diventare amici. Ne parla subito all’amico Robert Zemeckis e insieme, affascinati da questi vagheggiamenti, cominciano ad abbozzare una sceneggiatura. Entrambi non sono ancora consapevoli che da una circostanza così fortuita sarebbe nata una delle più famose e amate trilogie cinematografiche di tutti i tempi, Ritorno al futuro.

A partire dalla metà degli anni ottanta, e cioè dal 1985, anno di distribuzione del primo dei tre film, la trilogia si impone come un cult senza precedenti, una saga comico-fantascientifica di enorme successo caratterizzata da uno spiccato umorismo e da un efficace utilizzo di effetti speciali.

Il giovane Marty McFly, interpretato da Michael J. Fox, e il suo amico Emmet “Doc” Brown, stravagante scienziato (Christopher Lloyd) vivono una serie di avventure a cavallo di varie epoche della storia americana grazie a una macchina del tempo ricavata da un’autovettura. Nei tre episodi i due protagonisti viaggiano nel tempo per evitare catastrofici paradossi temporali, dal possibile mancato matrimonio dei genitori di Marty (1955) nel primo film, all’arresto di suo figlio (2015) nella seconda parte, fino alla morte di Doc per mano di un pistolero (1885) nella terza e ultima parte, ambientata nel vecchio West, che chiude la trilogia.

Alcuni elementi dei tre film sono passati alla storia del cinema, con citazioni e riferimenti continui in altre opere, dal celebre flusso canalizzatore indispensabile per viaggiare nel tempo, alla ricorrente espressione di Doc, “Grande Giove!”, fino alla DeLorean DMC-12 con le sue caratteristiche porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria di acciaio non verniciato.

La trilogia ha ottenuto il plauso convinto della critica che ne ha riconosciuto sin da subito la portata e l’influenza su una o anche più generazioni, e per il primo film della serie ha ricevuto un Premio Oscar nel 1986 per il miglior montaggio sonoro, tante altre ambite statuette tra cui tre Saturn Awards e numerose nomination per Golden Globe e premio BAFTA. L’ ”affetto” del pubblico, che ha mostrato di amare letteralmente le avventure di Marty e Doc, è testimoniato anche dalle cifre degli incassi ai botteghini: i tre film hanno garantito un incasso totale pari a oltre 957 milioni di dollari, con una distribuzione internazionale che ha toccato quasi trenta paesi.

Il prossimo anno ricorrerà il trentennale della distribuzione del primo film della serie, Ritorno al futuro – Parte prima. Per l’occasione verrà realizzata una trasposizione musicale: il regista Robert Zemeckis collaborerà nuovamente con il co-sceneggiatore Bob Gale, e verrà realizzato un vero e proprio musical. I due si occuperanno di scrivere la storia per il palcoscenico, Jamie Lloyd curerà la regia teatrale. Musiche e testi saranno affidati al compositore della colonna sonora originale, Alan Silvestri, coadiuvato dal produttore discografico e musicista Glen Ballard. La produzione ha assicurato che “si tratterà di un compendio meraviglioso per la trilogia, il modo migliore per celebrare questo trentesimo anniversario”.

Non è comunque la prima volta che si realizza un musical teatrale a partire da celebri pellicole. È successo ad esempio per Dirty Dancing, The Addams Family e Frankenstein, sbarcati anche nei teatri italiani.

Ancora una volta si è pronti a scommettere sul successo di un’idea geniale. Sono “già” passati trent’anni ma il pubblico non vede l’ora di immergersi nuovamente in peripezie e viaggi nel tempo. Ritorno al futuro è il perfetto mix di fantascienza (in quegli anni di evoluzione tecnologica), comicità e nostalgia, divenuto un must iconico, parte integrante della nostra cultura popolare.

Fonte immagine in evidenza: bloglive.it

Marco Passero