La protesta per i diritti elettorali negati che ha sconvolto Hong Kong arriva ad un punto importante una tregua che ha riportato negli uffici gli impiegati dei quartieri finanziari e gli studenti nelle scuole. Con l’apertura delle barricate il blocco totale – della città con una densità di popolazione tra le più elevate al mondo – ha lasciato il posto ad una situazione leggermente più fluida, seppur attualmente ancora molto critica.

Gli studenti di Hong Kong in difficoltà

La tregua è stata raggiunta a seguito dell‘incontro formale tra i vertici delle parti contrapposte: da una parte un fronte degli studenti che appare spaccato e rimaneggiato dalla repressione violenza delle forze dell’ordine e non solo, dall’altra l’amministrazione di Hong Kong, non intenzionata né autorizzata a contravvenire alle prescrizioni di Pechino. Insomma la tregua c’è ma le conquiste di tanti giorni di mobilitazione tardano a farsi vedere.
I manifestanti, divisi al loro interno e osteggiati da una parte della popolazione della città, in particolare dai piccoli commercianti che più hanno subito le perdite e i danni della protesta, si trovano a dover trasformare la protesta ad oltranza in  un qualcosa di più sommerso nel tentativo di ottenere i diritti elettorali soppressi. Alcuni presidi permangono nelle aree di Causeway Bay e Mong Kok, straziati dalle violenze subite da gruppi armati non identificati durante la notte, ma la maggior parte dell’area metropolitana ricomincia a tornare in una situazione di quasi normalità, seppur ancora nella morsa di un traffico caotico nel quale muoversi in automobile risulta molto difficile.

Quali le mosse del governo di Hong Kong?

Quali sono dunque le intenzioni e le mosse del governo di Hong Kong? Il governatore Leung, alla cui testa mirano i ribelli, ha lasciato l’arduo compito delle trattative alla vice governatrice Carrie Lam mentre la sua posizione sembra fermamente schiacciata sulle contestate decisioni di Pechino, aggiornate al 31 Agosto. Sarà proprio dal Comitato Centrale che potrebbero arrivare le decisioni vere e proprie, che potrebbero rivelarsi imprevedibili.

Roberto Davide Saba

CONDIVIDI
Articolo precedentePrimarie del PD in Calabria, irregolarità?
Articolo successivoJobs Act, scontro sulla legge delega

Roberto nasce a Cagliari nel 1988, studia Giurisprudenza nell’università della sua città e con entusiasmo si butta nella sua prima esperienza come giornalista e vignettista per Libero Pensiero. Le sue passioni sono il disegno e la lettura. Tra i suoi interessi ci sono la politica, il diritto, l’arte e la cultura.