Da quando il Cavaliere Oscuro vigila su Gotham City, la città sembra essere un posto più sicuro. I pochi criminali rimasti in circolazione hanno ben poca fortuna e vivono nel costante terrore di essere catturati dall’uomo pipistrello. Sarà il sadico Joker a rimescolare le carte in tavola ed a far sprofondare nuovamente i cittadini nel caos. Il criminale vestito da clown, ben presto riuscirà a trovare il sostegno della mafia e si porrà come obiettivo principale la morte di Batman.

L’alter ego di Bruce Wayne potrà contare sulla fidata collaborazione del commissario James Gordon e sulla figura del nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent, sempre pronto ad esporsi per limitare la malavita. Assieme cercheranno di contrastare il maniaco criminale che tiene sotto scacco tutti gli abitanti di Gotham. L’epilogo sarà dei più sofferti e metterà a dura prova l’uomo pipistrello, deciso a sacrificarsi per il bene comune.

Questo capitolo cinematografico è indubbiamente il migliore mai realizzato dell’intera serie di film su Batman. Il Cavaliere Oscuro è stato un successo a trecentosessanta gradi, la critica ed il pubblico all’unisono hanno gridato al capolavoro. A fronte di poco meno di duecento milioni di dollari, il film ha incasso ben oltre un miliardo della stessa valuta in tutto il mondo, numeri che pongono la pellicola sul gradino più alto del botteghino nel 2008 e tra le più viste nella storia del cinema.

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Dopo le atmosfere oniriche nate dall’estro di Tim Burton e le trasposizioni poco felici di Joel Schumacher, Christopher Nolan riesce a rilanciare il franchising sul personaggio della DC Comics. Il regista supera il successo del precedente Batman Begins e porta sul grande schermo un uomo pipistrello ormai pienamente consapevole di se stesso. Un personaggio oscuro che vive in bilico sul filo delle proprie emozioni, una figura che rispecchia a pieno il concetto di antieroe.

L’interpretazione di Christian Bale è certamente positiva sia nei panni del ricco Wayne sia quando si lascia avvolgere dal cupo mantello. Riesce ad essere il sunto ideale dei precedenti interpreti del Batman cinematografico, racchiudendo in sé l’eleganza di George Clooney, la sfrontatezza di Val Kilmer e la decisione di Michael Keaton. Il segreto del trionfo mondiale della pellicola, però, è da ricercarsi altrove. Alfred Hitchcock una volta ha detto: “Più riuscito è il cattivo, più riuscito sarà il film”.

Il Joker portato in scena da Heath Ledger è, senza dubbio, uno dei villain più riusciti della storia del cinema. L’attore è riuscito a comunicare allo spettatore tutta la ricchezza psicologica del suo personaggio con una recitazione magistrale, curata in ogni più piccolo dettaglio. Sembra che sia lui piuttosto che Bruce Wayne il vero protagonista del film. Il pubblico è totalmente affascinato dalle sue gesta. Il Joker rappresenta il nostro lato oscuro, ciò che il nostro animo più torbido e nascosto vorrebbe fare ma non può. E, per questo, permette una totale immedesimazione perché fa leva proprio su quel lato di noi che viene limitato dalle regole della morale.

Eccellenti appaiono anche le interpretazioni degli altri membri del cast. Gary Oldman è un commissario commovente e ricco di umanità. Aaron Eckhart convince sia nelle vesti di Due Facce che in quelle di Harvey Dent. Michael Caine riesce a dare importanza ad un ruolo decisamente secondario nelle precedenti trasposizioni. Morgan Freeman mette in mostra tutto il suo valore nonostante il suo personaggio sia tra quelli di contorno. Ottima anche la scelta di Maggie Gyllenhaal, chiamata a sostituire Katie Holmes.

HD-Heath-Ledger-Joker-Wallpaper

La pellicola riceverà numerosi riconoscimenti, quasi tutti conquistati dallo scomparso Heath Ledger. Proprio l’interpretazione del Joker pare sia all’origine della prematura scomparsa dell’attore americano. Questi, per entrare nella psicologia del personaggio, decise di vivere isolato e nutrirsi di sole notizie macabre. Un lavoro che necessitava, col senno di poi, di un costo emotivo troppo elevato. Delle otto candidature agli Oscar il film riuscirà a portarne a casa solamente due: quella postuma come miglior attore non protagonista e la statuetta per il miglior montaggio sonoro a Richard King.

Luca Cerbone

2 COMMENTI

  1. L’articolo è fatto bene,niente da dire…ma perchè farne uno su un film di 3 anni fa?

    • E’ il primo articolo di una nuova rubrica “La settimana dell’Oscar” dove raccontiamo, di volta in volta, una pellicola che ha vinto qualche statuetta 😉

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