NAPOLI – Ancora aggressioni e violenze contro autisti. Questo è quanto avvenuto a Napoli, e purtroppo in altre città di’Italia, in questi giorni. Un uomo, in servizio da 30 anni, è stato picchiato da una gang di giovani mentre svolgeva il suo regolare percorso.

Erano le 7.30 del mattino sulla linea C12 dell’azienda ANM, la cui traiettoria congiunge Pianura a Piazza Vittoria, quando tre minorenni hanno più volte impedito l’apertura delle porte nonostante i numerosi richiami del conducente. Non si tratta solo di aggressioni verbali anzi, i tre giovani criminali hanno aperto la cabina in cui l’autista guidava e violentemente’hanno trascinato giù dal mezzo per poi mal menarlo. La vittima, di 55 anni, ha riportato una frattura alla spalla e all’omero. Un dolore insopportabile– dice l’uomo- non riuscivo ad alzarmi. Loro, non si sono persi d’animo, hanno iniziato a colpirmi. Intorno a me c’erano alcune persone, tutte indignate, ma solo qualcuno è intervenuto in mio aiuto”.

L’azienda sta ora recuperando le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati sull’autobus, ma ciò che rende il tutto più tragico è proprio l’indifferenza. Ennesima aggressione ed ennesima indifferenza. Così come è inconcepibile di esser vittima di violenze sul proprio posto di lavoro. Inettitudine e piccola criminalità sono una miscela perfetta per riuscire a creare del marcio societario. A parlare della vicenda, inoltre, Alfonso Tricinelli della Faisa Cisal, che ha commentato così l’accaduto. “Un’aggressione inaccettabile. È assurdo che in una città metropolitana esistano atti di vandalismo contro persone che non fanno altro che espletare il proprio lavoro, non se ne può più. Attiveremo tutte le procedure di raffreddamento nei confronti dell’azienda affinché mettano in atto misure adeguate per consentire al personale di lavorare” ha commentato Tricinelli.

Anche l’azienda, Anm, tramite il suo ufficio stampa ha condannato l’aggressione e si sta impegnando per risalire ai responsabili della faccenda. Quotidianamente, purtroppo– dice l’Anm- siamo vittime di fenomeni di violenza che sono frutto di un degrado sociale che l’azienda, con i suoi strumenti, non è in grado di affrontare».

Questo, infatti, non è il primo episodio ma solo uno tra i tanti. Nel 2013 sono state oltre 45 le aggressioni prevalentemente fisiche ai danni di autisti in servizio sulle linee bus mentre 76 gli atti vandalici e i danneggiamenti contro mezzi di trasporto di superficie.

Nel 2014 l’azienda si è posta l’obiettivo di intervenire, grazie anche alle forze dell’ ordine, per ridurre questa piaga attraverso interventi nelle zone più a rischio. Non bisogna aspettare che qualcuno subisca una violenza o perda la vita per cambiare le cose. Ciò che Napoli deve augurarsi è che questo non sia soltanto un altro campanello d’allarme, bensì la goccia che fa traboccare il vaso per voltare totalmente pagina.

Carmela Davide