Il quotidiano spagnolo “El Mundo” rivela che potrebbe esserci un altro caso di Ebola in Spagna, nell’ospedale Carlos III di Madrid, coinvolgendo un’infermiera che aveva assistito i due missionari spagnoli in Sierra Leone che avevano contratto la malattia in loco. Dopo questi due cittadini spagnoli, rimpatriati per poter avere accesso a delle cure sanitarie di livello europeo, è avvenuto il primo contagio su suolo europeo, in quanto il virus è stato contratto da un’altra infermiera che aveva sempre assistito la coppia. Questo potrebbe essere il secondo contagio, contagio che getterebbe l’ombra anche sui discutibili metodi utilizzati dai medici spagnoli per isolare dal virus il loro personale durante la cura dei primi due soggetti infetti. L’infermiera è stata celermente spedita in una clinica per analisi riservate, e a giorni sapremo se effettivamente si potrà parlare del secondo caso di Ebola contratto in Spagna.

Nel frattempo è alta l’allerta anche in Olanda, dove un uomo è stato portato due giorni fa all’ospedale Albert Schweitzer di Dordrecht. Per ora nessuna fonte governativa ha ancora reso noto né la cittadinanza dell’uomo né la sua residenza, sappiamo solamente che egli tornava in aereo dalla Sierra Leone, uno dei paesi più gravemente colpiti dall’epidemia di Ebola. Le analisi sono ancora in corso, ed il livello di allerta ora si alza vertiginosamente anche nell’Europa del Nord.

Peggiorano intanto le condizioni di Eric Duncan, primo americano ad aver contratto il virus in Liberia e ora ricoverato nella città di Dallas. Dopo la scoperta del caso, l’effetto psicologico ha portato tantissime persone a segnalare possibili casi di Ebola nel paese, che tuttavia si sono tutti rivelati falsi allarmi. Paura ingiustificata anche quella dei passeggeri del volo United Airlines 998, diretto a Newark nel New Jersey, in quanto un passeggero del volo ha iniziato a vomitare copiosamente durante il viaggio. Le analisi hanno inseguito rivelato che non si trattava di un caso di Ebola.

Cresce l’allerta anche in Italia, dove però è bene ricordare che non si sono ancora registrati casi sul suolo Nazionale. Gli esperti riuniti per il 47° Congresso Nazionale SItI di Riccione rassicurano la popolazione, dichiarando molto basso la possibilità di diffusione del virus del nostro paese. La grande fortuna dell’Italia sta anche nel non avere collegamenti diretti con i paesi africani più colpiti, in quanto non vi sono voli aerei da e per l’Italia verso i paesi in questione.

Nicola Donelli