È ufficiale la decisione della commissione creata dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. I Bronzi di Riace non si muoveranno dalla loro sede e se i visitatori stranieri lo desidereranno dovranno recarsi a Reggio Calabria per ammirarli.

Una decisione che sembra finalmente mettere un punto alle tante critiche e discussioni sorte negli ultimi mesi, da quando fu proposto lo spostamento che ha tanto allarmato storici dell’arte e soprintendenze italiane. La commissione di esperti, nominata esattamente un mese fa, ha decretato l’impossibilità di muovere i due colossi per svariate ragioni: problemi conservativi nelle sculture; presenza di numerose e diffuse micro-fessure; problemi di tenuta delle saldature antiche che hanno causato un indebolimento della tenuta strutturale del ‘sistema statua’.

I membri autorevoli del gruppo, lo ricordiamo, sono: Simonetta Bonomi, soprintendente per i beni archeologici della Calabria, Gisella Capponi, direttrice dell’Istituto Superiore per la conservazione e il restauro, Gerardo De Canio, responsabile del laboratorio dell’unità tecnica “Tecnologia dei materiali” dell’Enea, Stefano De Caro, direttore dell’Iccrom, International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property, Daniele Malfitata, direttore dell’Istituto per i beni archeologici e monumentali del Cnr, e Bruno Zanardi, associato di teoria e tecnica del restauro presso l’Universita’ di Urbino. La commissione è stata presieduta da Giuliano Volpe, ordinario di archeologia all’Università di Foggia.

Il ministro Franceschini si è detto pienamente soddisfatto del lavoro svolto, soprattutto perché la decisione è stata presa sulla base di ragionamenti scientifici, mettendo in disparte qualsiasi querelle politica.

Insomma, garantita la tutela delle due straordinarie opere d’arte, ora non resta che mettere in campo una rete che possa valorizzarle al meglio, facendo diventare Reggio Calabria un importante centro propulsore per il turismo meridionale. Unica nota stonata, il tweet del governatore della regione Lombardia, Roberto Maroni: “Come previsto, prevale pregiudizio politico. Li sostituiremo, ci perde solo la Calabria”. Malumore non nascosto neanche da Vittorio Sgarbi, che ha affermato: Una commissione che agisce sul piano politico e non tecnico defraudando la Calabria”. Ma era ovvio che le risposte polemiche non sarebbero mancate.

Antonella Pisano