L’annuncio è di quelli forti, che riportano alla memoria vecchi libri di scuola e tempi che sembravano andati.
Landini, Segretario della Fiom, è pronto a dare battaglia nelle fabbriche, annunciando che, se il jobs act verrà approvato, gli operai incroceranno le braccia,bloccando l’attività di tutte le fabbriche, occupandole.

Le parole di Landini

Le parole pronunciate da Landini, durante la manifestazione a Milano tenutasi stamattina sono forti e intense, che denotano una rottura quasi totale con Renzi:
La precarietà non si combatte rendendo più facile il licenziamento ma con il tempo indeterminato e garantendo i diritti a tutti” e ancora “Siamo pronti a occupare le fabbriche perché ci chiedono di abbassare i salari. Se Renzi pensa di fare il figo dandoci ottanta euro e se pensa che noi siamo i cog…i che accettano di firmare la riduzione, si sbaglia di grosso”.

Parole dure anche verso l’Unione Europea e i ministri che, oggi, sono riuniti al vertice:
Ai ministri dell’Ue riuniti oggi dico che è folle continuare ancora in questa direzione. Cambiate le politiche del lavoro perché ci sono 25 milioni di disoccupati” e, invece, contro Renzi:
“se vuole davvero fare i conti con l’Europa non si limiti all’articolo 18 e ad avere lo 0,1% in più dall’Europa”

Il corteo della Fiom

Ad aprire il corteo vi erano Maurizio Landini e Graziano Gorla, il segretario della camera del lavoro di Milano.
Insieme a loro decine di lavoratori delle più importanti aziende metalmeccaniche della Lombardia e di alcune delegazioni di regioni del centro-nord.
Con loro studenti e militanti dei centri sociali.
Il percorso che è stato seguito vedeva la partenza, verso le 9,30, da piazzale Lotto, per poi percorrere viale Vigliani e viale Teodorico, per poi concludersi in piazza Firenze, dove, Maurizio Landini, ha espresso le parole che abbiamo citato precedentemente.
Non sono mancati i momenti di tensione con la polizia, a presidiare il corteo e ad evitare che, eventuali disordini, potessero mettere in pericolo il vertice dell’Unione Europea.

L’occupazione

Durante il corteo, un gruppo di appartenenti ai centri sociali ha occupato, in maniera simbolica, la direzione territoriale del ministero del Lavoro, in via Mauro Macchi 9.
Un comunicato del centro sociale Cantiere ha poi dichiarato:
Oggi abbiamo occupato la sede milanese del ministero del lavoro di Via Mauro Macchi, in contemporanea al vertice europeo sulla disoccupazione giovanile e il voto di fiducia al Senato sul Jobs Act” e “Ripudiamo e rifiutiamo questa logica: per noi il mutuo soccorso e la riappropriazione sono il primo strumento per costruire territori resistenti e solidali contro crisi e speculazioni”.

Fabio Scala