Arriva il maxiemendamento in Senato ed è resa dei conti sul Jobs Act, il voto ci sarà e, ormai, pare che la minoranza del PD voti la fiducia. E’ il giorno della resa per loro dopo essere usciti in frantumi dalla Direzione.

I civatiani usciranno dall’Aula, non partecipando al voto, ma alcuni già sbottano: “Aspetto il testo – dice Lucrezia Ricchiuti, senatrice civatiana – mi auguro di constatare passi in avanti per poter confermare la fiducia al governo”. Almeno in teoria non c’è nessun contrario all’interno del Partito Democratico, Bersani prova ad indicare la linea ai suoi in vista del voto: “La fiducia è una forzatura ma, mi raccomando, lealtà al governo. Con questa riforma si perde un’occasione, ma ci vuole responsabilità”.

Il ricorso alla responsabilità è necessaria perché votare contro, spiega Bersani, significherebbe arire una crisi al buio, dagli esiti imprevedibili, si richia l’esercizio provvisorio. Fassina accoglie il consiglio e dice: “La fiducia non è mai stata in discussione. Aspettiamo il testo e vediamo”. Anche Cuperlo rassicura i più: “La fiducia non è in discussione Ma non si profila mica una delega in bianco. Alla Camera ci sarà una discussione per migliorare il testo”.

Oggi la fiducia, poi la legge di stabilità: “E lì – spiega un bersaniano – si vedrà il bluff di Renzi. Perché sull’Articolo 18 alla fine si arriverà ad un testo confuso in cui ognuno dirà che ha vinto. Ma la delega è a costo zero, non avrà effetti. A quel punto Renzi è a un bivio: o scrive la legge di stabilità che vuole la Merkel oppure assume la linea della Francia di sforamento e punta al voto”.

Di colpo, quindi, tutti tornano nei ranghi, il Jobs Act verrà approvato in Senato e la riforma sarà cosa fatta. Just in time con il vertice di Milano, così Renzi potrà annunciarla agli altri leader europei. Fuori, però, ci sarà la Fiom e altri pezzi della Sinistra extraparlamentare a contestare il “vertice della disoccupazione”.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.