Le parole del Ministro dell’Interno Angelino Alfano non sono passate inosservate. Il Ministro, infatti, dopo i diversi casi verificati in Italia ha deciso di prendere una decisione annunciando di annullare tutte le trascrizioni dei matrimoni gay. “In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi se ci si sposa tra persone dello stesso sesso, quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge” , ha puntualizzato.

Le parole di Alfano hanno scatenato grosse polemiche, soprattutto di alcuni sindaci d’Italia che si sono opposti e si rifiutano di voler fare retromarcia su questa questione. Dura è stata la reazione del sindaco di Bologna, Virgilio Merola, il quale ha affermato: “Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento. Io non obbedisco. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Occorre che il Parlamento si decida finalmente ad approvare una legge , questo è il tema che dovrebbe riguardare un ministro della Repubblica”. Secondo Merola la mancanza di una legge nazione è “un’inadempienza vergognosa”.

“Leggeremo la loro stupida circolare” , ha continuato il sindaco, “annulleranno l’atto, non sarò certamente io a farlo e si assumeranno le loro responsabilità”. Anche in Toscana è arrivata la polemica in seguito alle parole di Alfano. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, si dichiara favorevole alle unioni omosessuali ma chiede una legge che regoli la materia e non lasci i sindaci soli. Ad Empoli, Grosseto e Sesto Fiorentino, la volontà dei sindaci è quella di andare avanti, unendosi alle parole del primo cittadino bolognese. E dopo anni di discussioni arriva l’approvazione anche dal consiglio comunale di Milano. Questo e’ stato possibile anche grazie ai consiglieri Luca Gibillini e Marco Cappato, che hanno presentato una mozione al sindaco Giuliano Pisapia. Dodici coppie omosessuali avevano chiesto il riconoscimento del loro matrimonio celebrato all’ estero anche dall’Anagrafe milanese. La giunta si è mostrata aperta votando con 25 voti favorevoli, 5 negativi e 2 astenuti.

La questione suscita polemiche anche nel Parlamento, a partire da Ivan Scalfarotto, politico ed attivista italiano, che afferma “Alfano non detta l’agenda!”. Matteo Orfini, leader del Partito Democratico dice la sua con un Tweet: “ Caro Angelino Alfano, invece di annullare le trascrizioni le trascrizioni dei matrimoni gay preoccupiamoci di renderli possibili anche in Italia”.

Parla anche Nichi Vendola, leader di Sel, definisce Alfano “un ministro della polizia austroungarica dell’epoca risorgimentale” e ha aggiunto “Esca dalla caverna”

In America, Obama ha legalizzato in altri cinque Stati (Indiana, Utah, Oklahoma, Virginia Wisconsin) il matrimonio gay ed in Italia manca ancora una legge che discrimini l’omofobia. La strada, in Italia, è ancora molto lunga.

Elena Ravel