In Turchia scoppia la protesta dei curdi in , almeno 14 persone sono rimaste uccise negli scontri con la polizia. Secondo la BBC le proteste sono scoppiate in almeno 30 città turche, comprese Istanbul ed Ankara, e sono rivolte principalmente contro il governo, con la piazza che chiede un intervento militare dell’esercito turco nella città di Kobane, assediata dai jihadisti dell’ISIS ormai da giorni. L’improvvisa ondata di agitazioni ha preso di sorpresa la Turchia, e la polizia in assetto antisommossa ha reagito contenendo le manifestazioni con l’uso di gas lacrimogeni e di cannoni ad acqua. Nelle città a maggioranza curde è stato inoltre imposto il coprifuoco, in alcune province addirittura per la prima volta in più di vent’anni, e l’esercito ha iniziato a pattugliare le strade.

Il ministro dell’Interno turco Efkan Ala ha accusato i manifestanti di “tradire il proprio paese” e li ha avvertiti di smettere di protestare o andranno incontro a conseguenze “imprevedibili“. “Alla violenza verrà risposto con la violenza” ha dichiarato. “Questo atteggiamento irrazionale deve essere immediatamente abbandonato e [i manifestanti] dovrebbero ritirarsi dalle strade“, ma nonostante quest’annuncio minaccioso il Partito Curdo dei Lavoratori (PKK) sta continuando a chiamare i propri sostenitori in strada per far proseguire la protesta.

Anche il presidente turco Erdogan ha risposto alle agitazioni, sostenendo che il suo paese interverrà in maniera più decisa solo se la coalizione colpirà anche il presidente siriano Bashar Al-Assad, oltre all’ISIS, ma Washington gli ha risposto ribadendo che attualmente gli attacchi aerei saranno concentrati solo sul Califfato. Nel frattempo, la polizia di frontiera turca riferisce di aver fermato ben 300 curdi che avevano attraversato la frontiera da Kobane per giungere in Turchia.

Scontri simili si sono registrati anche in Germania:  circa 400 manifestanti curdi sono scesi in piazza ad Amburgo contro l’ISIS, tra l’altro scontrandosi con un numero simile di musulmani radicali. Alcuni manifestanti, armati di coltelli e tirapugni, hanno ingaggiato risse tra esponenti delle fazioni opposte, tutte fermate dalla polizia con l’uso di cannoni ad acqua.

Giacomo Sannino