La crescita economica della zona euro “si sta indebolendo”. Inoltre, si registra un calo generale piuttosto netto della fiducia. Nel periodo compreso tra Maggio e Settembre, infatti, si registra una forte flessione dell’indice di fiducia in Italia e in Germania.

Il calo della fiducia

Ciò è quanto si può evince dal bollettino del mese di ottobre della Banca Centrale Europea che citando i dati dell’Economic Sentiment Indicator, giunge alla conclusione che quest’anno ci sarà un’espansione economica di entità modesta.
Infatti, l’indice della Commissione europea che monitora servizi, industria, costruzioni e commercio al dettaglio evidenzia un calo abbastanza considerevole della fiducia. L’indebolimento registrato, tra Maggio e Settembre, è stato piuttosto generalizzato ma le economie più grandi tra cui “l’Italia e la Germania hanno le flessioni maggiori, seguite dalla Francia”. Per contro, in Spagna e in Olanda tale tendenza è stata meno accentuata.

Le cause del calo della fiducia

Nel bollettino si legge, riguardo le possibili cause del calo, che “ appare arduo identificare con chiarezza le ragioni del peggioramento”. Tuttavia pare plausibile ipotizzare che la crisi ucraina e gli elevati tassi di disoccupazione che si registrano in Paesi come Italia, Portogallo, Cipro e Irlanda abbiano avuto un peso più o meno consistente. Tra le ulteriori possibili cause non vanno certamente escluse la bassissima inflazione su cui si attesta l’Eurozona (intorno al 0,3%) e la forte diminuzione dei tassi di avviamento al lavoro.

La politica monetaria futura

Circa la politica monetaria europea da seguire nei prossimi mesi, la BCE è “incentrata sul mantenimento della stabilità dei prezzi a medio termine e il suo orientamento accomodante concorre a sostenere l’attività economica”. Riservandosi il diritto di porre in essere misure non convenzionali qualora ci fosse un’ulteriore calo dell’inflazione. Tuttavia, riaffermando, ancora una volta, che la sola politica monetaria non basta per rilanciare la crescita economica. Infatti, secondo l’istituto di Francoforte, “alcuni Paesi devono chiaramente imprimere slancio al processo legislativo e attuativo delle riforme strutturali, per quel che riguarda i mercati dei beni e servizi e del lavoro nonché gli interventi volti a migliorare il contesto in cui operano le imprese”

Intanto, in contemporanea al bollettino mensile della BCE, arrivano notizie non confortanti sull’export tedesco. Nel mese di Agosto l’export della Germania è crollato ai minimi dal 2009, con un calo del 5,8% contro una previsione negativa degli analisti che si attestava sul 4%. Il surplus della bilancia commerciale tedesca si riduce, quindi, da 23,5 miliardi a 14,1 miliardi di euro.

Valentino Arena