Lo scrittore e sceneggiatore francese Jean Patrick Modiano è stato insignito oggi, 9 ottobre, del Premio Nobel per la Letteratura.

L’Accademia di Svezia ha infatti deciso di premiare lo scrittore di Bologne-Billancourt, città poco distante da Parigi, con il premio che lo scorso anno ha visto vincitrice la canadese Alice Munro, “per l’arte della memoria con cui è riuscito a evocare i più sfuggenti destini umani e ha svelato il mondo dell’occupazione”.

Modiano è nato nel luglio del 1945. Il padre, Albert Modiano, era un ebreo francese di origini italiane, come si può intuire dal cognome dell’autore; la madre, invece, Louisa Colpijn, era un’attrice belga. Patrick intraprende gli studi in Alta Savoia per poi continuarli a Parigi, incontrando tra i suoi insegnanti lo scrittore e matematico Raymond Queneau, che diventerà per lui un caro amico e una figura importante.

Il suo primo romanzo, La Place de l’Etoile, verrà pubblicato nel 1967 dall’editore Gallimard, presentatogli proprio da Queneau. Già con questa prima opera l’autore dimostra il suo talento immenso, vincendo il Premio Roger Nimier. Nel 1978 il suo romanzo Rue des boutiques obscures vince invece il premio Goncourt.

La sua letteratura è caratterizzata da una attenzione particolare dedicata alla figura dell’esule sperduto in terra straniera, spesso ebreo. Egli rievoca così anche la figura sfuggente del padre, che, arrestato dai nazisti nel 1943, si dimostrerà disposto a collaborare con loro pur di sopravvivere ai campi di concentramento. Molti personaggi sono modellati su questa personalità ambigua, e dunque la maggior parte dei romanzi è ambientata nella Parigi occupata dai nazisti. Un altro elemento che pertanto emerge dalle sue opere, come ricordato dalla motivazione che gli è valsa il Nobel, è un forte gusto per la rievocazione.

Modiano inoltre si è occupato anche di sceneggiatura, collaborando con registri del calibro di Louis Malle e Jean-Paul Rappeneau. Il mondo del cinema lo ha coinvolto, nel corso della sua carriera, anche in maniera più indiretta: molti film sono stati infatti tratti dai suoi romanzi, come Une jeunesse, regia di Moshé Mizrahi, e Il profumo di Yvonne, di Patrice Laconte.

Il suo romanzo per ragazzi, Caterina Certezza, la dolce storia di una bambina che riesce a vedere il mondo in due modi diversi, con o senza i suoi teneri occhiali, è infine, forse, il più grande esempio della delicatezza e della profondità di questo autore.